Aveva da poco compiuto i diciott’anni, Francesca Colavita, e il papà era riuscito a trovarle un posto di lavoro sicuro, un’azienda seria, il ramo amministrativo. Ma Francesca no: nella sua idea della vita esistevano, fin da allora, altri scenari, altri traguardi, altri valori. È un grande silenzio: il silenzio di chi sa. Quasi per scherzo rispose a suo padre, ma stava davvero scherzando? “Tu vuoi uccidere i miei sogni!” E giù a studiare, Francesca.

Francesca Colavita

Lontana dai riflettori della presenza, inserita in un ambiente di lavoro formato da un insieme compatto e cosciente, la nostra dottoressa sembra giocare con lunghe file di provette, agitatori e miscelatori che sembrano non fermarsi mai, poi ancora travasi, miscugli, prove e ancora prove. Poi, sicuro premio per chi sa, il successo: prima al mondo è riuscita ad isolare quell’animaletto che sta facendo impazzire il mondo intero e al mondo intero ha consegnato il risultato del suo lavoro, del suo studio e sapere. Una giovane ragazza (da poco più di un mese ha compiuto trentun anni) del nostro meridione, molisana con la testa dura tipica della certezza, con la silenziosa consapevolezza di chi sa.

Immancabili le foto su tutti i quotidiani con il politico di turno ben attento a cogliere un merito non suo, ma oramai da tempo siamo abituati a tale siparietto da avan-spettacolo. Lei, invece, in silenzio, è tornata al lavoro affermando che si tratta di un lavoro di squadra, si è rimessa il camice bianco e giù al lavoro tra provette, miscelatori, agitatori: una lavoratrice precaria come tanti altri giovani per 1.500 € al mese e un risultato che consentirà al mondo intero di poter iniziare una lotta alla pari con quell’animaletto che sta sconvolgendo tutte le nostre certezze.

È solo questione di giorni, oramai, mancano solo alcune formalità poi Francesca verrà assunta con un contratto a tempo indeterminato, un pezzo di carta che le consentirà di guardare al domani con un sorriso. E poi una lunga serie di messaggi politici che hanno individuato fondi per la ricerca, dignità per silenziosi lavoratori, certezze per un lavoro che salva vite. Le nostre vite.

Qualche giorno fa, nella nostra città, si è tenuto un incontro con i giovani per capire le loro esigenze, ascoltare le loro voci, riflettere sui loro bisogni ed esigenze. Tutte queste cose le conosciamo già: quello che serve, da tempo, è una seria risposta che da troppo, ormai, è presente unicamente nelle promesse dei nostri politicanti.
Grazie, Francesca.

(Mauro Magnani)