Il 29 marzo prossimo, si andrà a votare per il referendum confermativo della Legge Costituzionale avente per titolo “Modifiche agli articoli 56,57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” (GU n. 240 del 12-10-2019) che modifica il numero degli Onorevoli e dei Senatori : i primi da 630 scendono a 400 e i Senatori da 315 a 200. Gli italiani residenti all’estero potranno eleggere tra i 600 parlamentari, 8 Onorevoli e 4 Senatori.

La cosidetta sforbiciata di poltrone appare importante, come lo sarà, negli anni, il conseguente risparmio per le casse dello Stato, anche se il Referendum costa 250/300 mln di euro. Se il responso elettorale darà il via libera, come è possibile, il tutto sarà operativo dalle prossime elezioni politiche generali e dopo l’ approvazione di alcune norme correlate.

Finalmente gli elettori andranno ad una consultazione referendaria dove chi vuole confermare la legge barra il SI, mentre i contrari crociano il NO; vince chi ha più voti e non c’è il famoso quorum.

Al di là degli slogan, si tratta di una riforma assai incisiva che riscrive una parte sensibile della nostra Carta Costituzionale; tra l’ altro, va ricordato che saranno i nuovi 600 parlamentari con la partecipazione delle rappresentanze regionali ad eleggere il nuovo Capo dello Stato nel 2022.

A parte il risultato del 29 marzo, alcune perplessità restano in campo: la rappresentanza dei cittadini e, soprattutto dei territori più disagiati si fa più complessa e onerosa per i parlamentari eletti, la necessaria riduzione dei delegati regionali renderà più problematica la presenza delle rispettive minoranze, abbassare da 25 a 18 anni l’ età degli elettori del Senato cambierà le procedure per l’ assegnazione dei seggi.

Un parlamento profondamente mutato esige una nuova legge elettorale sperando sia duratura e capace di garantire la governabilità e l’ equa rappresentatività territoriale.

A proposito, le maggiori città dell’ Emilia hanno fatto man bassa di consiglieri regionali con la conseguente rimostranza della Romagna: la densità della popolazione vince sulla vastità del territorio solitamente poco abitato.

Non è possibile e politicamente serio che al cambio di ogni maggioranza venga adottata una nuova legge elettorale.

La riforma sotto esame popolare non cambia, però, le funzioni delle due Camere, quindi il ping pong legislativo tra Camera e Senato resta intatto.

Fermandoci al tema referendario, il 29 marzo prossimo si tratta di dare o no il via libera alla riforma costituzionale che ha come tratto iniziale la riduzione dei parlamentari.

Buon referendum a tutti !

(Vittorio Feliciani)