Imola. Il gioco d’azzardo è una vera e propria malattia e, quando ce l’hai, i soldi non ti bastano mai. Una malattia che ha colpito anche un insegnante italiano sulla trentina che, rimasto senza denaro, lo aveva chiesto ai suoi genitori per pagarsi l’affitto giustificandosi dicendo di aver subito una rapina, inesistente, da parte di due magrebini in riva al fiume Santerno.

Ma i genitori, sapendo che il figlio insegna, avevano rifiutato di dargli il denaro richiesto.

Intanto i carabinieri hanno indagato sulla rapina. Dopo aver passato al setaccio le videocamere di sorveglianza installate nell’area interessata dai fatti e la testimonianza di alcune persone, l’insegnante è crollato e ha ammesso di essersi inventato tutto.

L’insegnante, però, ha negato di essere affetto da ludopatia quando i carabinieri hanno provato ad aiutarlo, indirizzandolo verso un centro specializzato per la cura e il recupero delle persone che presentano un disturbo da gioco d’azzardo. E’ tipico dei malati di gioco, negare, anche a loro stessi, la gravità della dipendenza che, di fatto, è una vera e propria patologia che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo. Il professoree è stato denunciato per simulazione di reato.