Bologna. E’ previsto per lunedì 17 febbraio, ore 11 davanti al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) a Bologna il presidio organizzato dal centro antiviolenza “Linea Rosa” di Ravenna, dal coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, dall’Udi (Unione delle donne in Italia), dall’associazione “Dalla parte dei minori” e dalla “Casa delle donne” di Ravenna per contestare il trattamento riservato a Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate autore dell’omicidio della moglie Giulia Ballestri; uno dei più efferati delitti degli ultimi tempi, risalente al 2016. Dopo aver ucciso a bastonate la moglie (che aveva precedentemente richiesto la separazione), Cagnoni è stato condannato all’ergastolo in primo grado nel 2018 (pena confermata in appello, processi nei quali “Linea Rosa”, Udi e “Dalla parte dei minori” si sono costituite parte civile).

Il 25 novembre 2018, in occasione della “Giornata internazionale sulla violenza contro le donne” e a pochi mesi dalla condanna in primo grado, Cagnoni è stato trasferito dal carcere della Dozza di Bologna alla casa circondariale di Ravenna, struttura abitualmente riservata solo a chi ha condanne per reati di più lieve entità.

Successivamente, il 29 novembre 2018 le avvocate delle associazioni costituitesi parte civile nel processo penale hanno inviato un interpello al Dap, censurando sotto diversi profili la legittimità di tale trasferimento, avvenuto in netto contrasto con le disposizioni vigenti prescritte e previste per la gestione e i trasferimenti dei detenuti, chiedendo giustizia contro ogni privilegio e disparità di trattamento e ribadendo la necessità dell’applicazione della legge senza alcuna discriminazione, per il rispetto delle vittime di femminicidio, di Giulia e dei suoi figli.

Tale richiesta è stata trasformata in un appello pubblico sottoscritto in pochissimo tempo da oltre 62.000 persone, e promosso con una fiaccolata silenziosa molto partecipata per le vie della città conclusasi davanti alla Casa circondariale di Ravenna, ed è stato inoltre richiesto l’intervento della presidente della commissione Femminicidio del Senato.

Il Dap è stato sollecitato nuovamente il 22 luglio 2019, con la richiesta di un incontro e dal 29 novembre scorso Udi, “Linea Rosa”, “Dalla parte dei minori” e “Casa delle donne” di Ravenna organizzano ogni venerdì un presidio davanti al carcere di Ravenna. Ma finora dal Dap nessuna risposta.

(Annalaura Matatia)