Viviamo oggi una fase delicata della nostra economia, in cui le attività che si rivolgono al pubblico risentono del calo dei consumi e della concorrenza delle grandi catene. E in cui le piccole e medie imprese sono il traino di un tessuto produttivo efficiente e creativo.

Bando a favore di negozi, bar e ristoranti (foto fesr.regione.emilia-romagna.it/)

Cosa si chiede quindi a chi guida il Paese? Si chiede una progettualità condivisa e idee che diano stimoli alle attività e agli investimenti. Innovazione e trasformazione sono temi che le imprese affrontano da tempo e la nostra regione fa da traino in questo ambito. Un esempio virtuoso che mi sovviene è quello del bando della Regione Emilia-Romagna che ha messo a disposizione di commercianti e ristoratori una serie di contributi a fondo perduto per progetti di ampliamento. Questo porta un beneficio diretto alle imprese che investono, a quelle dell’indotto e a tutti coloro che si offrono sul mercato del lavoro.

Negli ultimi anni abbiamo appurato che la piccola e media impresa non costituiscono un modello superato. Le nostre imprese hanno saputo stare al passo con i tempi e a risollevarsi da una crisi che pareva insuperabile. La tenuta economica del nostro territorio, con un occhio ai risultati ottenuti dalla regione nel 2019, è in buona parte merito della gran maggioranza di imprese con meno di venti dipendenti. Questo grazie anche al volano creato dalle grandi aziende, che hanno saputo interpretare il momento e si sono affidate alle micro, piccole e medie imprese per la creazione dei semilavorati. È il modello della rete d’impresa, che qui funziona perché funzionano le comunità.