Spett. redazione,
L’ampliamento del supermercato dentro l’Arena Borghesi di Faenza, allarga un errore urbanistico e aggrava i suoi effetti. Non desta alcuna sorpresa il fatto che l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpae) abbia sollevato il problema del rumore causato dal passaggio di tir e dallo scarico delle merci che avviene tra il supermercato Conad e le case, nell’area contigua all’Arena Borghesi.

È infatti un problema destinato a crescere con l’ampliamento del supermercato, così come quello del traffico di auto che peggiorerà l’attuale congestione. Sono gli effetti di un errore urbanistico creato nel 1981, con l’insediamento di un supermercato nel posto meno adatto della città; un edificio che il PRG del 1996 classificò tra quelli “incongrui, fuori contesto, che con le loro dimensioni hanno stravolto il rapporto dimensionale con il tessuto storico circostante”.

Come insegna la disciplina urbanistica, errori come questo lasciano effetti permanenti sui luoghi e sulla vita degli abitanti. Ma oggi, con l’autorizzazione dell’espansione del supermercato, l’Amministrazione Comunale allarga l’errore urbanistico, andando ad aumentare ulteriormente l’impatto di un edificio di dimensioni già incompatibili con l’abitabilità di una densa zona residenziale.

L’unica “riduzione” causata dall’allargamento del supermercato Conad riguarda l’Arena Borghesi, che diventa più stretta, schiacciata dalla nuova costruzione che arriva a ridosso della platea. Un ampliamento tutt’altro che piccolo, circa 300 mq, un quinto della superficie dell’Arena.

Il nuovo fabbricato occuperà infatti, quasi per intero, l’attuale area alberata, che verrà cancellata. Una perdita di spazio, che costituisce l’essenza del luogo, non sostituibile con la fila di alberi ripiantati a ridosso del nuovo muro di confine.

L’ampia riduzione di spazio verde, per fare posto all’ampliamento del supermercato, altera il paesaggio storico dell’Arena Borghesi e il suo rapporto con un viale ottocentesco.

Una continuità paesaggistica tra Arena Borghesi e viale Stradone ben evidente, formata dall’attuale complesso arboreo. Una unità che sarà cancellata dall’ampliamento del supermercato, abbattendo i grandi tigli e spostando un tasso secolare, un’operazione non esente da rischi per la sua conservazione.

(Italia Nostra – Legambiente Lamone)