Imola. “Si può ragionevolmente ritenere che, essendo il vizio di natura procedimentale possa essere fatta salva tutta la precedente fase istruttoria, di acquisizione dei pareri dei diversi Enti coinvolti e che il procedimento necessiti, quindi, di essere ripreso – convocando nuovamente tutti gli enti e le Amministrazioni coinvolte – ai fini della rinnovazione della sola fase decisoria conclusiva”.

Nulla da fare, non sono bastate due sentenze – ambedue vinte dalle associazioni ambientaliste e dai cittadini –  per scrivere la parola fine sul contestatissimo progetto di ampliamento, sopraelevazione – e originariamente tutte e due le cose insieme – della discarica più longeva d’Europa: la discarica tre Monti di Imola. Solo un “vizio procedimentale” quello rilevato? A nulla sono servite le contestazioni di cittadini e associazioni? Le marce e i soldi raccolti per contrastare un progetto in cui quel vizio di procedimento è forse solo l’ultimo piano inclinato a cui appigliarsi.

Estratto parere legale discarica Tre Monti

Quanto riportato all’inizio è uno stralcio di un parere richiesto dalla regione Emilia-Romagna a un noto studio legale “in merito al corretto iter procedimentale e provvedimentale da attuare al fine di ottemperare correttamente al giudicato amministrativo (le sentenze del Tar e del Consiglio di stato che hanno bocciato i progetti di sopraelevazione e conseguentemente interrotto il progetto di ampliamento della discarica, ndr) con le quali è stata annullata la deliberazione 2262/2016″. L’atto con il quale era stata approvata l’illegittima valutazione di impatto ambientale.

Fuori dai cavilli da avvocati la sostanza è questa: la Regione ha di nuovo il mazzo in mano e potrebbe tornare a dare le carte per rigiocare la partita. Sì perché il parere “conclusivamente ed operativamente” ci fa sapere che l’amministrazione regionale potrebbe procedere a riconvocare la conferenza di servizi (come è già recentemente avvenuto) sulla discarica potendo comunicare a tutti gli enti che “saranno tenuti validi gli assensi già espressi (tutti fuorché quello del MIBACT che ha sancito la bocciatura della delibera, ndr) in quanto non toccati dalla pronuncia di annullamento”.

Parere legale conclusioni

Ma, su tutto, è la parte che riguarda la sopralevazione ad uscire dall’ambiguità del lessico giuridico. Si afferma infatti nel parere legale che i lavori della conferenza potranno vertere solo sulla sopraelevazione della discarica (essendo stato ritirato il progetto di ampliamento, ndr) così che la “Regione possa sottrarsi all’empasse (sic!) procedimentale rappresentato dal parere negativo complessivo (concernente sia la sopraelevazione che l’ampliamento del MIBACT)”. Fino a mettere nero su bianco che “è chiaro che la prospettiva cambia nella misura in cui riavvio della conferenza è propriamente volto ad attuare un confronto con il MIBACT, che deve avere ad oggetto – e questa volta non strumentalmente – solo la sopralevazione della discarica, che, lungi dal costituire uno sconvolgimento totale dell’originario progetto, rappresenta semplicemente un dato di fatto, su cui legittimamente è possibile proseguire il procedimento”.

Speriamo di non vedere le fiamme ma un po’ di puzza di bruciato nell’aria si sente.

(Verner Moreno)