Imola. A volte ritornano. Quindi nulla di nuovo sotto il sole cambiano solo le firme. Ci riferiamo alla delibera relativa al “Progetto di sistemazione unitaria Psu25: Parco Acque Minerali” a firma Nicola Izzo (Commissario straordinario) e Andrea Fanti (Segretario generale). Il contenuto riprende un vecchio progetto della prima Giunta a guida Daniele Manca, quando nell’ambito di una accordo di gestione con un soggetto privato si inserivano tutta una serie di possibilità di interventi che guarda caso, sono le stesse che ora si leggono in questa delibera. Quelle stesse possibilità che fanno parte integrante del Rue vigente che individua nella Tavola 1A foglio 15 l’Ambito PSU25, all’interno del Polo funzionale “Autodromo” del Psc, disciplinato dalla scheda “PSU25: PARCO ACQUE MINERALI” di cui all’Allegato 1 al TOMO III del RUE (vedi allegati).

Quindi non si tratta di un colpo di mano, ma di un atto che dà seguito a ciò che era già stato stabilito e recepito negli strumenti urbanistici della città, ovvero:
1. la possibilità di realizzare attività di ristorazione all’interno della Copertura ottagonale (ex fontana) del Parco pubblico, con eventuale tamponamento laterale della superficie esistente, senza incremento di volume né di superficie;
2. la possibilità di ampliare il Chiosco Bar “Renzo” per una superficie non superiore a 40 mq per attività di ristorazione e ricreative;
3. la possibilità di realizzare una struttura di copertura della pista da ballo esistente nella zona sud del Parco pubblico, senza possibilità di tamponamento laterale per una superficie non superiore a 550 mq.
4. la possibilità di ampliare gli edifici e manufatti esistenti a servizio della pista da ballo per una superficie non superiore a 300 mq;
5. la possibilità di realizzare attività di ristorazione, culturali, sportive e ricreative negli edifici ex vivaio comunale ed ex casa del custode esistenti con possibilità di ampliamento per una Superficie non superiore a 300 mq.
6. interventi sugli spazi del parco funzionali al mantenimento e riqualificazione dei suoi elementi naturali e artificiali e al miglioramento della fruizione da parte dei cittadini.

Quindi un  po’ di cemento di qua, un po’ di cemento di là giusto per non perdere l’abitudine, poco a scarsa attenzione al verde e alla sua qualità e così via. Forse al prossimo giro risalteranno fuori anche le officine dietro alla tribuna di arrivo. Nulla di nuovo sotto il cielo. Forse, solo l’antipasto di ciò che si aspetterà con la prossima amministrazione cittadina.

Il Commissario Nicola Izzo, quale Commissario prefettizio per la provvisoria amministrazione del Comune di Imola, con il conferimento dei poteri spettanti al sindaco, alla giunta ed al consiglio comunale, ha agito nell’ambito dei suoi poteri. Tutto corretto secondo il normale iter burocratico.

Però poi subentrano le opportunità. Era opportuno che in regime di commissariamento prefettizio venisse rispolverato tale progetto che già a suo tempo aveva spaccato la città? Possibile che i tecnici comunali e quelli di Area Blu non abbiano fatto notare questo aspetto al Commissario?

 

E se sì, a cosa è funzionale tale delibera? A facilitare la ricerca di un gestore? Ma in questo caso servirà un bando a cui dovrà seguire un progetto dettagliato che accanto ai possibili interventi dica cosa si vuole fare per riqualificare quell’area (e intendiamo tutto il Parco Acque Minerali) in termine di manutenzioni straordinarie e di iniziative volte a riportare gli imolesi nel loro parco. E come la mettiamo con i rumori causati da un eccessivo utilizzo dell’autodromo che gli scorre attorno che certamente non aiutano ad attirare persone nel parco? E non parliamo delle gare, ormai poche, ma dell’affitto della pista a privati che per decine e decine di giorni si godono le mitiche curve dell’Enzo e Dino Ferrari a discapito dell’udito di tanti imolesi, compresi gli studenti delle scuole vicine.

E non basta a rassicurarci il fatto che al punto 6 di parli di “interventi sugli spazi del parco funzionali al mantenimento e riqualificazione dei suoi elementi naturali e artificiali e al miglioramento della fruizione da parte dei cittadini”.

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Crediamo che questo aspetto dovrebbe essere prioritario rispetto a qualsiasi altro progetto di utilizzo della fontana storica e della zona discoteca ed ex casa del custode, se non altro per garantire quel livello minimo di sicurezza a chi vuole frequentare il parco nella sua interezza. I tecnici comunali e di Area Blu sanno bene come è ridotto il Parco delle Acque Minerali, ne hanno parlato con il Commissario? Una frana mette a rischio il monte Castellaccio, la stessa frana ha interrotto il sentiero principale che dall’ex Bambinopoli porta su al pianoro del monte, percorsi ormai inagibili, scalinate scomparse, staccionate in uno stato deprecabile e insicure.

Invitiamo il Commissario a fare una passeggiata nel parco storico della città, noi siamo disponibili ad accompagnarlo per fargli vedere lo stato in cui versa ormai da diversi anni.

Allora ci viene il dubbio che tutto ciò sia funzionale a dare il via libera a quegli interventi che dovrebbero (e sottolineiamo dovrebbero) facilitare la ricerca di una soluzione certa alla gestione della zona discoteca, avendo allargato le maglie per l’utilizzo di quell’area, ma anche della fontana storica e dell’ex casa del custode per attività ludico commerciali. Cosa volete che sia qualche metro di verde in  meno, qualche valore storico e culturale calpestato.

Comunque, sinceramente a noi questo preoccupa relativamente, non siamo per principio fautori del principio che un parco e le funzioni al suo interno debbano essere immutabile, ma una certezza l’abbiamo: un parco, nonchè storico come quello delle Acque Minerali, deve innanzitutto trarre la sua appetibilità per quello che è. Un’area verde dove potere trascorrere qualche ora camminando per i suoi sentieri in sicurezza, ammirandone i suoi aspetti ambientali, storici e culturali, dove potere stare seduti sotto le sue piante secolari, semmai a leggere qualche buon libro, e, perché no, godere delle opportunità che si possono creare con una gestione intelligente ed attenta a questi aspetti. Ma ciò non sarà mai possibile se non si riparte da un profondo intervento di manutenzione straordinaria che ripristini tutto ciò che serve perché un parco possa essere definito tale.

Il testo della delibera_12-02-2020

PSU25-Relazionetecnicaillustrativa

Tomo III – allegato 1 – ambiti soggetti a disciplina speciale

(Valerio Zanotti)