Imola. Non è che ci saremmo aspettati qualcosa di diverso dal silenzio dopo la decisione del Gup (Giudice per le udienze preliminare) di assolvere Valerio Zanotti e Mario Zaccherini perché “il fatto non sussiste” dalle accuse di diffamazione avanzate da Formula Imola e dal suo presidente Uberto Selvatico Estense in merito all’articolo “Autodromo e spoil system” del 27 agosto 2018. Però un segnale di distensione dopo le accuse espresse nei nostri confronti ci poteva stare.

Non possiamo lamentarci anche perché c’è di peggio rispetto alla nostra vicenda… purtroppo.

Allora, per rompere questo silenzio avanziamo noi una serie di riflessioni sul nostro lavoro, sul mondo che ci circonda e sulla vita politica imolese.

E’ ormai prassi comune inviare lettere tramite avvocati quando qualcuno scrive qualcosa che non piace, che disturba, che mette in discussione metodi e prassi consolidate. E quando non basta la lettera ecco la querela e non c’è legge che penalizzi chi utilizza in modo troppo allegro o improprio questo strumento.

Con tutto ciò non vogliamo assolutamente dire che chi si sente diffamato non possa difendersi. Anzi. Noi crediamo innanzitutto nel diritto di critica, che è il fondamento del nostro lavoro giornalistico, ma lo stesso diritto vale per chi legge un articolo se non lo condivide, e se trova in esso delle falsità è giusta la querela. Altro discorso quando si sa bene che ciò che è scritto corrisponde a verità, ma si usa lo strumento della querela per fare pressione, per cercare di fare tacere chi critica, per spaventare, facendosi forza di un potere economico che non deriva dalle proprie risorse, ma da quelle dall’ente che si dirige. Ancor peggio quando questo ente è di emanazione pubblica, perchè significa usare risorse di tutti i cittadini.

Ma accanto al diritto crediamo vi siano anche dei doveri. A cominciare dal chiedere scusa. Badate bene non parliamo delle scuse per una querela, che ci sta, è nell’ordine delle cose, nel gioco della vita alla quale ciascuno di noi partecipa in modo più o meno degno. Ma le scuse per ciò che è stato scritto sui comunicati. Fa male leggere queste parole contenute in un comunicato stampa nel quale, tra l’altro si annunciava in modo palesemente falso il nostro rinvio a giudizio: “La vicenda si caratterizza da tempo per gli attacchi mediatici e fuori misura di un gruppo di simpatizzanti dei comitati contro l’autodromo, che vede finalmente censurata la moda ormai fuori controllo di dire e fare qualsiasi cosa sui social ed online”.

Altrochè “attacchi mediatici e fuori misura di un gruppo di simpatizzanti”, qui parliamo di tanti articoli, scritti da leggilanotizia.it, ma anche da altri giornali, nazionali e non, dove si mettono in risalto i buchi neri che aleggiano attorno alle gestioni dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola. Vicende che riguardano gli assetti societari, le persone che hanno avuto o hanno tuttora posti di dirigenza, gli eventi realizzati, la trasparenza tra Formula Imola e il suo unico azionista Con.Ami, e così via. Altrochè “dire e fare qualsiasi cosa sui social ed online”. Chi vuol far bene il proprio lavoro non può che fare domande, chiedere risposte, chiarezza, trasparenza sulla gestione e sui bilanci, sulle risorse investite, in particolar modo se le strutture sono pubbliche o di emanazione pubblica. E non può che continuare a farlo di fronte al silenzio degli interlocutori. Mai una risposta nel merito, solo polemiche e querele.

Ebbene siamo ancora qui a chiedere risposte alle domande che abbiamo posto nell’articolo “Autodromo e spoil system” e in molti altri scritti su questo giornale, a cominciare da come vengono utilizzati milioni di soldi pubblici.

Ciò che però continua a sorprenderci, non è tanto il silenzio di chi gestisce Formula Imola, piuttosto quello di coloro che avvallano le scelte e le decisioni di quella struttura, ad esempio quei sindaci dei Comuni soci del Con.Ami che avrebbero il dovere di controllare il funzionamento di una società come Formula Imola al 100% di emanazione pubblica. Quegli stessi sindaci che da quasi due anni non sono riusciti a dare un Consiglio di amministrazione al Consorzio, che hanno polemizzato a più riprese tra loro per chi deve occupare quelle poltrone, che, però, in tutti questi anni non hanno mai alzato la mano, non tanto per dire dei no, ma quantomeno per chiedere lumi e chiarimenti su tante scelte scellerate, a cominciare dai soldi che Con.Ami ha elargito all’ex sindaco di Imola Daniele Manca, vicenda che è ancora in ballo e lontana dall’aver trovato una soluzione.

Sarebbe importante che questi sindaci iniziassero a porsi il problema dei tanti bilanci negativi di Formula Imola e delle tante risorse del Consorzio che finiscono nel “calderone” dell’autodromo, qualche dubbio che qualcosa non funzioni a dovere dovrebbe sorgere. Così come sarebbe importante che iniziassero ad esprimersi in pubblico sulla questione dei rumori generati da un utilizzo distorto dell’impianto, visto che a parole tutti sono contro ogni forma di inquinamento. E, forse, qualcuno nelle segrete stanze, potrebbe consigliare chi dirige Formula Imola di evitare di spendere soldi pubblici per intimorire chi cerca di fare il proprio lavoro.

Se vivessimo in una città normale di un Paese normale, tutte queste parole non avrebbero ragione di esser scritte. Inutile scrivere che ci piacerebbe che ogni tanto il “potere” fosse accanto ai cittadini e non contro. E invece si fa muto, spesso di gomma, per evitare di dare risposte a tutte queste questioni che hanno pesato come un macigno nell’ultima tornata elettorale, che ha portato il centrosinistra a perdere il Comune di Imola dopo oltre un secolo di governo di sinistra. Questioni che continuano a pesare come un macigno nel dibattito cittadino, anche se a qualcuno farebbe comodo che fossero sepolte sotto una coltre di silenzio. Questioni che continuano ad aspettare delle risposte…

(Valerio Zanotti, Mario Zaccherini)