Bologna. Scuole, decisione rinviata. La Regione deciderà nella mattinata di sabato 29 febbraio sulla eventuale riapertura delle scuole. “E’ in corso a Roma una una riunione a livello nazionale – ha affermato in una conferenza stampa il neo assessore regionale alle Politiche sociali, Raffaele Donini -, ci attendiamo per le prima mattinata di domani (sabato 29 febbraio, ndr) una determinazione del governo, che vale per tutte le Regioni, sulla base di una discussione in corso con la più avanzata comunità scientifica e medica, e a quella determinazione ci atterremo per decidere sulla riapertura delle scuole e per qualsiasi manifestazione pubblica”.

Nel pomeriggio di oggi era girato un documento nel quale si confermava la chiusura delle scuole, documento che si è rivelato un palese falso. Lo ha comunicato la Regione che denuncerà “alle autorità competenti quanto sta accadendo, nella speranza che gli autori vengano individuati e puniti così come prevede la legge”.

“Abbiamo già fatto incontri con i sindaci e con le Province, ci è stato chiesto di allentare le misure precauzionali soprattutto in merito al settore culturale – aggiunge Donin i -, ma ora deve palare la scienza al di fuori di ogni strumentalizzazione e suggestione, facciamo parlare gli esperti e atteniamoci a quello che ci verrà indicato nel documento che dovrebbe uscire nella prima mattinata di domani, sabato 29 febbraio”.

Numero Verde regionale 800 033 033
Numero verde ministero della Salute 1500
In caso di emergenze non recarsi nei pronti soccorso ma chiamare il 118

La situazione
Sono 145, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus aggiornati a oggi pomeriggio alle ore 16. Con una avvertenza: quando si indicano i dati riferiti alle province, si intende non la provincia di residenza delle persone interessate, ma la provincia nella quale è stata fatta la diagnosi. In sintesi, 89 sono i casi positivi rilevati a Piacenza, 18 a Modena, 27 a Parma e 9 a Rimini,1 Reggio Emilia e 1 a Ravenna. E passano da 1.224 ai 1.277 i tamponi refertati.

Si aggiunge alla lista, purtroppo, un secondo decesso: è un cittadino lombardo, residente in uno dei Comuni del focolaio, ricoverato a Piacenza, di 85 anni. Anche oggi si conferma che nessuno dei nuovi pazienti è in terapia intensiva (dove rimangono i 6 già comunicati ieri), molti sono asintomatici o presentano sintomi modesti (febbricola e lieve tosse). Si conferma che, complessivamente, oltre la metà delle persone positive – 80 – è in isolamento a casa.

Rispetto a stamattina, quando i casi positivi erano 115, ci sono dunque 30 casi in più, di cui 15 a Piacenza, 11 a Parma e 2 a Rimini, 1 Reggio Emilia e 1 a Ravenna. Rimane invece invariata la situazione a Modena, con 18 casi.

Da domani il numero verde 800.033.033 della Regioni per informazioni sanitarie, è attivo con nuovi orari, ossia 7 giorni su 7, dalle 08.30 alle 18.

Nella prima giornata di attivazione (martedì 25 febbraio) sono arrivate 12.256 telefonate, mentre mercoledì 26 sono state 3.419, per passare poi alle 1.900 di giovedì e alle 1.027 di venerdì. L’attivazione del numero verde ha consentito di fornire informazioni puntuali ai cittadini e di ridurre la pressione sui Servizi 118 che nei primi giorni dell’emergenza sono stati interessati da un flusso rilevante di telefonate.

I nuovi punti triage esterni agli ospedali
Si rafforza il numero dei presidi, a protezione degli operatori sanitari e per la sicurezza dei cittadini che accedono alle strutture sanitarie, che serviranno a selezionare già all’ingresso i pazienti con possibili sintomi da Coronavirus dagli altri.

La Protezione civile regionale ha infatti predisposto, oltre ai 3 già allestiti nel piacentino, nuovi moduli provvisori per il triage, dove poter sottoporre le persone alle prime valutazioni delle condizioni generali e di esposizione prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri: 3 nella provincia di Modena (ospedali di Mirandola, Vignola Pavullo), 1 a Imola; 1 nell’ospedale di Fidenza (Parma).

In altre strutture ospedaliere (azienda ospedaliera di Parma, Modena Policlinico e Baggiovara, oltre all’ospedale di Rimini) sono già operativi specifici spazi con le medesime funzionalità all’interno delle aree di attesa o di ingresso. Analoga soluzione si sta predisponendo al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, Guastalla, Montecchio e ospedale di Carpi.

Sono, infine, in corso i sopralluoghi per la verifica del posizionamento di ulteriori punti di pre-triage in tutte le rimanenti strutture della regione, per alcune delle quali si sta prevedendo una modalità di installazione rapida al crescere del numero dei casi (provincia di Ferrara, Bologna e altre strutture azienda della Romagna).

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