Due atti di violenza contro le donne, uno addirittura di tentato femminicidio, in due giorni questa settimana nella provincia di Bologna. Una situazione grave che continua da parecchio tempo e che troppo spesso non viene allo scoperto o viene sottovalutata. Per questo è importante raccontarli.

Nel primo caso, nella zona di Crevalcore una giovane studentessa aveva deciso di lasciare il fidanzato 21enne, italiano di professione muratore, per la sua gelosia ossessiva dopo una storia tormentata durata circa tre anni. Il 21enne, furibondo, addirittura in un’occasione le aveva sfondato la porta della camera, dove si era rinchiusa per mettersi al riparo da aggressioni e minacce di morte, anche con una pistola. Durante una perquisizione i carabinieri hanno trovato una pistola ad aria compressa priva del tappo rosso. Per la sua eccessiva gelosia, la giovane aveva perso oltre 20 chili di peso. I militari dell’Arma lo hanno denunciato per atti persecutori e minaccia aggravata.

Nel secondo caso, a Sasso Marconi un 68enne di origine marocchina ha tentato di frantumare la testa della moglie dopo averla afferrata per il collo con una mazzuola perché non accettava più l’idea di continuare a vivere con una donna che, prima di sposare, aveva già avuto un altro matrimonio. La fine della sopportazione e l’abuso di birra hanno portato il 68enne a maturare l’idea di ucciderla, ma quando ha afferrato la mazzuola ed è stato in procinto di sferrare il colpo di grazia, è stato bloccato dal figlio che si trovava in casa, in compagnia di sua moglie.

Sono stati avvertiti i carabinieri che sono intervenuti e hanno arrestato il 68enne per maltrattamenti in famiglia e lo hanno portato in carcere.