Imola. Se n’è andato in silenzio, nella notte tra l’1 e il 2 marzo, stroncato da un malore improvviso. Bruno Solaroli era nato il 12 febbraio 1939, aveva appena compiuto 81 anni. L’avevo incontrato pochi giorni fa, mi aveva parlato dei suoi acciacchi, ma niente che lasciasse presupporre tutto questo. Soprattutto mi aveva parlato delle cose che faceva, perchè a dispetto dell’età, Solaroli non si era ritirato, ma continuava a stare sulla scena con forza, competenza e voglia di dire la sua.

Bruno Solaroli (a destra) assieme a Gabrio Salieri

Inutile ricordare il ruolo che ha avuto in questi anni nell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), di cui aveva lasciato la carica di presidente nel 2019, sostituito da Gabrio Salieri. E’ presidente dell’associazione culturale “Imprese e professioni”, solo pochi giorni fa era presente all’incontro “Partiti e movimenti tra passato e presente”. Dal 2004 al 2013 ha guidato la cooperativa Corso Bacchilega, editore del settimanale “sabato sera”.

La sua è una di quelle figure che quando scompare lascia un grande vuoto dietro di sé.

Diplomato al liceo classico, in seguito si laurea in legge. È stato sindaco di Imola dal 1976 al 1987 e il 9 maggio del 1986 che accolse sul prato della Rocca, davanti a tante persone, la venuta in città con arrivo in elicottero di Papa Giovanni Paolo II. È stato per molti anni funzionario del Partito comunista. Viene eletto per la prima volta in parlamento nel 1987 con il Pci e sarà rieletto in altre tre legislature fino al 2001. Poi diventa dirigente alla Regione Emilia-Romagna fino al 2012.

Ha fatto parte delle seguenti commissioni parlamentari: Bilancio, Finanze e tesoro e questioni regionali. Nel 1999 viene nominato sottosegretario di Stato del Tesoro, del Bilancio e della programmazione nel primo governo di Massimo D’Alema. Riconfermato sottosegretario (con le stesse deleghe) anche nel secondo governo di D’Alema e di Giuliano Amato.

(Valerio Zanotti)