Quella che senza ombra di dubbio è stata una delle menti più brillanti del secolo passato, Albert Einstein, affermava, in un suo famoso discorso/intervento come occorra riflettere sul “valore” della crisi (rammentiamo che il famoso fisico/matematico si trovava a vivere in quella Germania degli anni 20/30 del 1900 afflitta da una crisi economica pesantissima): Einstein affermava che sono gli agi subdoli portatori di inerzia, di pigrizia mentale e fisica, di “sonni sugli allori”, mentre la crisi ci conduce verso la reazione, la ribellione ad uno “stato” che ci affligge e, in una parola, verso un desiderio di rivincita, di riscatto. Occorre quindi individuare nella crisi il valore della rivincita, dello stimolo, del cambiamento.

Chissà se Albert, capace di imbastire teorie matematiche e fisiche tanto ardite da lasciare increduli i maggiori scienziati del suo tempo e di riuscire a stupire quelli di oggi per l’acume della sua mente, possa aver ragione anche in questo caso e tutti noi sappiamo se ne abbiamo bisogno. Una società che vede montagne di ricchezza in mano a pochissimi e una povertà dissacrante estesa a immense comunità, che assiste alla chiusura in serie di esercizi commerciali mentre una sola persona padroneggia in un commercio on line divenendo in brevissimo tempo uno degli uomini più ricchi della terra, una società dove gli uomini più diversi si ritrovano accomunati dal terrore di un’epidemia quando determina il decesso di poche centinaia di persone nel mondo mentre sulle strade, quasi una normalità, ne muoiono alcune centinaia di migliaia ogni anno, una razza umana che si ritrova costretta ad imparare la fallacità della parola “confine” quando basta un piccolissimo essere che se ne stava tranquillo tra la peluria di un pipistrello per dimostrare la solenne inutilità di tale linea tracciata, un mondo politico sempre più attento al protezionismo in casa propria salvo indicare la stessa tentazione come deleteria in casa d’altri non ha forse impellente necessità di voltare pagina? E unicamente per estendere la problematica ad un tema meno materiale ma non meno importante non sarebbe ora di riflettere un attimo sul “valore” del rifiuto di altri esseri umani ora che noi stessi veniamo rifiutati? Chi è senza colpa lanci la prima pietra! diceva un povero successivamente inchiodato ad una croce.

Nel giro di pochi attimi ci siamo forzatamente resi conto che senza “gli altri” si ferma tutto, che tutto il mondo attorno a noi ci crolla addosso, che tutto il fragile castello di carte che con cura abbiamo innalzato attorno a noi è stato spazzato via da una leggera brezza di vento. Siamo, in un ennesimo tentativo di difesa tanto inutile quanto priva di senso, corsi verso il supermercato e abbiamo fatto incetta di quei beni che rappresentano, per tutti noi, la sicurezza della quotidianità per renderci conto, pochi istanti dopo, che ben chiusi tra le nostre quattro confortanti mura casalinghe siamo comunque destinati ad una morte tra inedia, silenzio e fame. Quella che non si cura con il cibo.

Adesso, rimbocchiamoci le classiche maniche della camicia e diamoci da fare. A dire il vero, i primi sintomi e segnali non sono i migliori: tra i politici che intendono approfittare dello scompiglio per ottenere facile visibilità, quelli che per sicurezza “fermiamo tutto” e quelli che visto che il rivale blocca tutto noi lasciamo tutto aperto la scelta non risulta facile, ma si rende necessaria una robusta alzata di testa. Ci riusciremo o ancora una volta abbasseremo il capo con il pensiero fisso “che tanto, come sempre, non cambia nulla”?

(Mauro Magnani)