La scomparsa di Bruno Solaroli lascerà un vuoto incolmabile nella nostra comunità. Il suo carisma di leader era dovuto al profilo della sua personalità umana e politica.

Bruno Solaroli con il Grifo della Città di Imola

Era competente e rigoroso in tutto ciò che faceva, ascoltava molto e quando non era d’accordo te ne accorgevi subito, perché stava in silenzio, lui che sapeva essere diretto , anche rude a volte , preferiva schivare discussioni che potessero portare al conflitto. Lo spirito critico, che non gli mancava, era sempre finalizzato a costruire qualcosa di meglio, a scavare in profondità nella realtà per ricavarne analisi che potessero orientare la scelta politica.


Amava la concretezza e la cultura del fare, era un gran lavoratore, ma il suo pragmatismo era orientato dalla sua grande passione politica, da valori e ideali potenti che ha vissuto con grande coerenza e determinazione.
Era coraggioso nel fare le sue scelte, sia quando si trattava delle persone a cui affidare nuove responsabilità sia nelle sue scelte politiche.

Era sempre pronto a sostenere giovani personalità politiche anche lontane dal suo modo di sentire. Poi non lesinava critiche quando le sue scelte lo deludevano.

Era un uomo profondamente onesto e coloro che hanno cercato di calunniarlo, hanno dovuto fare marcia indietro e arrendersi di fronte al responso della giustizia.

Bruno Solaroli è stato l’incarnazione del riformismo della sinistra imolese e ne è stata la figura centrale e preminente per decenni, lasciando una impronta indelebile nella comunità che ha governato. Ha sempre cercato di rappresentare il mondo del lavoro e dell’impresa, che mai contrapponeva, memore della lezione di Togliatti che in un saggio titolato “Ceto medio ed Emilia Rossa” indicò la strada di un riformismo “comunista” nazionale e democratico.

Spesso si dimentica che Solaroli è stato il segretario del Pci fino al 76, quando io presi il suo posto.
E’ sempre stato protagonista della lotta politica interna al suo partito collocandosi su di una posizione riformista, allora si diceva “migliorista”, vicinissimo a Giorgio Napolitano, ma collaborò anche con Massimo D’Alema e Vasco Errani in modo proficuo, sebbene avessero una cultura politica diversa.

Lo si ricorda come Sindaco, come Deputato e Sottosegretario ma non vorrei che sfuggisse che era innanzitutto e prima di tutto una forte personalità politica. E se ha potuto svolgere molto bene le sue responsabilità amministrative e di governo, è stato proprio perché possedeva una profonda passione e identità politica.

Ma non è mai stato un uomo di parte, era piuttosto un leader radicato nel popolo e nella sua comunità e interpretava il suo ruolo pubblico ponendo sempre al centro della sua opera il bene comune. Bruno Solaroli ha fatto tanto per la sua città e l’ultimo suo discorso politico che ho ascoltato era proprio rivolto alla sua città e alle imminenti elezioni comunali.

Ci ha ricordato che Imola deve ritrovare la sua autorevolezza e la sua centralità nel contesto delle sue relazioni istituzionali e territoriali. Ci ha ricordato che tocca al Pd elaborare una visione e una candidatura a Sindaco da proporre ai nostri possibili alleati, con spirito costruttivo e unitario, perché l’ultima cosa che avrebbe voluto vedere nella sua vita è la sua città, che amava tanto, consegnata nelle mani della destra leghista.

Buon viaggio Bruno, un grande abbraccio affettuoso a te e a tutta la tua famiglia.

(Raffaello De Brasi)