Di ritorno dalla camera ardente in Municipio, sono colpito come tutti dall’affetto che gli imolesi, pur in tempo di virus e limitazioni, hanno voluto tributare in tanti al ‘grande Bruno’. Conserverò a lungo le immagini di questa fila ordinata, composta e commossa. E penso che sarebbe bellissimo promuovere, non appena le condizioni lo permetteranno, una grande iniziativa, magari al Teatro Comunale, per celebrare al meglio la sua persona e la passione con cui ha servito per decenni le istituzioni e questa sua e nostra comunità.

Bruno Solaroli è stato un maestro e un testimone. Di quelli che non si accontentano di dire agli altri come si fa, ma si mettono in cammino per primi. Bruno era così, pensiero e azione mai disgiunti, anche in questi ultimi anni, nell’Anpi come nel partito e nell’Associazione culturale (Impresa e Professioni). Reagiva all’età e agli acciacchi mettendo in campo sempre più iniziative.

Per quelli della mia generazione Bruno è stato anche un riferimento e un esempio da seguire. Ci ha insegnato le regole e lo stile del buon governo, che è promuovere armonia, mettere d’accordo, la fatica di comporre esigenze opposte. E’ saper ascoltare, saper leggere la società e poi decidere. Se non ascolti, non sei credibile, diceva. Molta umiltà e poi dare l’esempio, perché l’esempio conta più delle parole. Se dopo vent’anni la mia passione politica è immutata o addirittura cresciuta, lo devo anche a lui e a questa sua lezione.

Più volte lo avevo incrociato in treno, quando stavo finendo l’Università e rientravo da Firenze a sera tardi. Lui veniva da Roma, rigorosamente in seconda classe. Primi anni ’90, lunghe chiacchierate sui referendum, il maggioritario e l’Ulivo che stava nascendo. Allora gli davo del lei. Poi gli anni del mio servizio nell’amministrazione di Imola e la nascita del Partito Democratico, il 14 ottobre 2007, la sera delle Primarie fondative.  Ora – mi disse – possiamo darci del tu. E da lì in poi non abbiamo più smesso di confrontarci.

Amatissimo dai suoi e dalla base, quanto stimato e rispettato dagli avversari. Non è da tutti.  Bruno è la dimostrazione tangibile che la politica la fanno le persone e che i politici non sono tutti uguali.

Mentre scrivo questi appunti ho ancora in mente le sue parole e la sua voce. E cresce in me un pensiero di stima, di gratitudine e di affetto. Lo stesso che Imola ha avuto nei suoi confronti. Lo stesso che ho voluto trasmettere alla moglie e ai figli. Lo stesso affetto che Bruno ha dispensato con generosità a questa nostra comunità imolese. Che con lui è cresciuta tantissimo e che non lo dimenticherà.