Una manifestazione delle donne a Roma

Le donne di diverse Associazioni femminili e femministe imolesi (Trama di Terre, UDI,Coordinamento donne ANPI, Coordinamento donne CGIL, Coordinamento donne SPI CGIL, PerLeDonne) e altre donne della città a titolo individuale si sono incontrate nei giorni scorsi a Imola.  Hanno dato vita ad un confronto sulle discriminazioni di genere in vista dell’8 marzo.

Se tutte le donne incrociassero le braccia anche solo per un giorno il sistema collasserebbe. Tanto valgono le nostre vite. E tanto devono valere i nostri diritti e la nostra libertà di decidere. Per questo torniamo in piazza per l’8 marzo, afferma un comunicato emesso al termine dell’incontro.

Le discriminazioni di genere sono una realtà ancora sostanzialmente attuale e diffusa in un sistema fondato sulla cultura patriarcale. La maggiore visibilità delle donne in diversi settori e le eccellenze che esprimono non cancellano la sostanziale disparità di genere che permea le relazioni sociali, la cultura, il mondo del lavoro e della formazione. C’è ancora bisogno dell’ 8 marzo. Una data con una storia ormai ultracentenaria  che nasce dalle dure lotte delle donne per la conquista di pari diritti e opportunità rispetto agli uomini. Oggi alcuni di questi sono oggetto di attacchi virulenti, come i diritti al lavoro, all’autodeterminazione, a condizioni economiche per percorsi di vita liberi e autonomi, a decidere del proprio corpo e di come e quando diventare madri.

Per questo Lotto marzo, si afferma nel comunicato, sottolinea ed esplicita il significato di una giornata di protesta e di attenzione a proposito di alcuni temi sui quali interrogheremo la politica.

Le donne riunite in assemblea hanno stilato una piattaforma che intendono presentare Lunedì 9 marzo alle 18 in Piazza Matteotti invitando tutte le donne interessate a partecipare. Si partirà dalle sedi delle diverse Associazioni per convergere in piazza. Saranno presenti anche il Coro di trama di Terre e le musiciste imolesi Valentina Monti e Lisa Manara.

 In vista delle prossime elezioni amministrative a Imola, prosegue il comunicato, intendiamo chiamare la politica a fare scelte che ci rappresentino.  Molti i problemi che attendono una soluzione, urgente la decisione di cambiare rotta culturale in una prospettiva di parità di genere in un percorso che ci includa. Servono politiche nazionali e locali adeguate.

I temi al centro della nostra protesta sono:

la violenza sulle donne e i femminicidi. Già 14 donne ammazzate nel 2020. Risorse irrisorie e precarie a disposizione dei centri antiviolenza per far fronte alle oltre 200 richieste annuali sul territorio;

la promozione di una politica di accoglienza e di ospitalità verso i migranti e in specie verso le donne che subiscono violenze di ogni tipo sia nei Paesi di origine che in quelli di transizione e di arrivo: fisiche, sessuali, economiche, burocratiche. I decreti sicurezza voluti da Salvini vanno abrogati;

Meno del 50% delle donne ha un’occupazione. Chi lavora a parità di qualifica e mansione percepisce uno stipendio inferiore di circa il 17%. a quello dei colleghi maschi. Spesso si tratta di lavori dequalificati anche per la difficoltà di conciliare il lavoro produttivo con il lavoro di cura familiare. Sulle spalle delle donne pesa una larga parte del welfare. Un valore enorme per la collettività non riconosciuto e che diviene oggetto di ricatto per l’esclusione dal mondo del lavoro;

La 194/’78 sull’interruzione volontaria della gravidanza è sotto attacco continuo e l’obiezione di coscienza è impropriamente applicata e abusata mentre i consultori familiari pubblici versano in seria difficoltà.