Imola. L’autodromo porta a casa un nuovo record ma non si tratta di bilanci, bensì di rumore. Tutto legale e tutto formalmente ineccepibile (?) ma alla fine viene da chiedersi a cosa serva davvero approvare fiumi di delibere comunali per poi assistere ogni anno al solito consuntivo di sforamenti di difficile, se non impossibile, giustificazione.

Sia letto con beneficio d’inventario ma secondo l’analisi effettuata – le precisazioni di Formula Imola, se ci saranno, sono benvenute – “le giornate di attività motoristiche sono passate dalle 115 del 2018 alle 176 del 2019: un aumento del 53%”. Aggiungendo inoltre che “le emissioni acustiche del 2019 dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, rilevate dalla rete di monitoraggio e validati da ArpaE,  se confrontate con quelle del 2018 mostrano un aumento esponenziale di tutti i valori. Va inoltre considerato che la quasi totalità delle giornate motoristiche si svolge nei 7 mesi che vanno da aprile ad ottobre compresi. Ne deriva che su circa 210 giorni di calendario più di tre giorni su quattro (oppure otto giorni su dieci), sono stati occupati da attività motoristica. Una densità di attività mai vista negli anni passati”.

Una situazione che fornirebbe il seguente quadro di dettaglio. “Sono anche aumentate le violazioni dei limiti di legge e quindi gli sforamenti nelle giornate non coperte dalle deroghe, che anche nel 2019 sono state concesse nel numero massimo previsto dalla legge, cioè 60. Oltre alle 60 deroghe, l’attività del 2019 ha registrato altri 53 sforamenti dei limiti di legge, portando il totale delle giornate ad alto impatto acustico al record di 113. Nel 2018 furono 92, si è verificato dunque un aumento del 23%. Di conseguenza, le sanzioni comminate a Formula Imola dovrebbero essere “passate dalle 32 del 2018 alle 53 del 2019”.

“In forte aumento – si specifica – anche le giornate ad alto impatto acustico concomitanti con l’attività scolastica delle scuole Pelloni Tabanelli: nel 2018 la somma tra deroghe concesse e sforamenti nelle giornate non in deroga, concomitanti con le giornate scolastiche era stata di 27; nel 2019 questo dato è lievitato fino a 40, un dato mai registrato in precedenza. Considerando che come dalle indicazioni Ausl gli alunni, nelle giornate ad alto impatto acustico, non possono utilizzare le aree esterne e considerando che la settimana scolastica è di 5 giorni, si può affermare che per un periodo di circa due mesi (8 settimane), gli alunni non hanno potuto utilizzare le aree esterne della scuola”.

Ma non finisce qui, alcune considerazioni riguardano anche la nuova barriera in via dei Colli in predicato di realizzazione. “Un altro dato molto interessante riguarda le famose barriere che sono in procinto di essere costruite in Via Dei Colli, con una spesa che si aggira intorno al mezzo milione di euro. La relazione tecnica che simula l’effetto delle barriere, assicura un abbattimento del valore dei decibel da tre a cinque. Prendendo il valore mediano come riferimento, cioè quattro, si può facilmente verificare quanti dei 53 sforamenti dei limiti verificati nel 2019, sarebbero rientrati nei valori di legge se la barriera fosse già montata.

La sorpresa è grande perché solo il 20% delle giornate sarebbe rientrato nei limiti: una percentuale esigua per giustificare un esborso di tale portata. Inoltre la costruzione della barriera abbatterebbe si al fonometro di Via Dei Colli circa quattro decibel, ma non permetterebbe di rispettare i limiti della classificazione acustica in molte altre zone, ad esempio nelle abitazioni di fronte alla barriera. Un investimento pubblico ingente per non ottenere risultati”.

Insomma una rappresentazione critica sotto molti aspetti. Non che non si sapesse delle criticità ma il dato tendenziale evidenzia una situazione che il Comune – se accetta un consiglio – dovrebbe valutare ben bene prima di approvare il nuovo calendario di pista.

“Questi dati arrivano sul tavolo del commissario prefettizio proprio nei giorni in cui è prevista l’approvazione del calendario di pista 2020. Non è difficile prevedere che gli enti di controllo ArpaE ed Ausl, dopo aver visto dati di questa portata, relazionino il commissario in maniera negativa, visto anche il parere negativo che avevano fornito alla ex amministrazione nei primi mesi del 2019. Rimane dunque una grossa problematica da risolvere per il commissario che vede una azienda totalmente pubblica aver violato i limiti di legge ben 53 volte in un anno”.

(Verner Moreno)