…ci sarebbe da ridere. Non avevo mai preso in considerazione il drammatico stato d’animo nel quale viene a trovarsi un capitano che dà ordine di sparare alle proprie truppe e scopre che il nemico, dall’altra parte della barricata, risulta essere praticamente immune ai proiettili che lo raggiungono. Ci si deve sentire praticamente in mutande in mezzo alla piazza della città in pieno giorno di mercato…

Una tragica realtà si sta manifestando di qua e di là dall’Atlantico e state pur certi non mancherà di estendersi a mo’ di contagio in altre parti del mondo: l’inefficacia del denaro! Anzi, dirò di più, la controindicazione al suo uso quale panacea di tutti i mali. Chissà come deve essersi sentito il biondissimo Presidente degli Stati Uniti quando ha appreso la notizia che nonostante la non attesa diminuzione del prezzo del denaro sui mercati degli States di ben mezzo punto (0,50%) la borsa di Wall Street è capitombolata con un vistoso – 2,96%. Chissà come si deve essere sentito uno degli uomini più potenti del mondo e appartenente alla ristrettissima schiera dei ricchissimi quando ha aperto la sua mano destra e vi ha trovato un desolato pugno di mosche. Eppure è vero: tutti i nodi vengono al pettine!

Un messaggio da oltre-oceano che ha raggiunto anche la nuovissima presidentessa della Bce: Christine Lagarde. Io non ero presente per ragioni di impegni da altra parte e di altra natura, ma quando si sono salutati (Lei e Draghi) devono essere volate parole un po’ lontane dai soliti convenevoli, parole del tipo adesso sono c… tuoi ed altro. Il problema della quasi inefficacia del cospicuo rastrellamento di titoli di debito sovrano che sono riusciti si a rallentare gli effetti di una crisi generalizzata ma non nel rialzare il tasso di inflazione dell’Eurozona (che anzi deve registrare un ulteriore arretramento dello 0,2%) portandolo a quel tanto sospirato 2% (unico reale strumento efficace per il contenimento/diminuzione del debito pubblico) è stato recentissimamente accerchiato dalle truppe nefaste della crisi dovuta al virus 19: si chiamano Lombardia, Veneto, Baviera, Nordreno-Westfalia e Baden-Wuerttenberg le perle produttrici di denaro della povera Europa e se, ma speriamo proprio di no, dovesse aggiungersi anche l’Emilia Romagna, con i suoi richiestissimi prodotti alimentari e la sua forza dovuta alla presenza massiccia di altissima tecnologia, sarebbe un problemino non di poco conto per la novella Christine dai bianchi capelli. Donna, manager e studiosa di livello mondiale e dotata di carisma indiscutibile potrebbe trovarsi come il povero capitano di cui sopra.

Ai silenziosi vertici della Bce si narra di un’operazione di finissima chirurgia, in grado di dispensare finanziamenti praticamente a tasso 0, o poco, più a quelle piccole e medio – piccole imprese che rischiano per prime di trovarsi sull’orlo di un abisso e che potrebbero trascinare anche quelle di dimensioni maggiori o, percorsi già collaudati, di aumentare il “quantitative easing” (acquisto da parte della Bce di titoli di debito pubblico peraltro già in atto) o di abbassare ulteriormente il tasso di riferimento di un 0,10% – sigh! -, ma repentino il governatore della Banca centrale austriaca (Robert Holzmann) ha fatto notare che non ha molto senso diminuire il costo del denaro prestato a chi non desidera prestiti per il semplice fatto che non sa cosa farsene. Come se non bastasse, un’ulteriore diminuzione dei tassi finirebbe per rivolgersi principalmente ad un mercato ancora forte potenzialmente, quello finanziario, che finirebbe con il rafforzare l’Euro, vera e propria minaccia ad un export in fase di attenzione,proprio ora che le guerre commerciali hanno aumentato la pressione e le difficoltà Cinesi (che potrebbero volgere nel breve ad un vero e proprio crollo) fanno apparire luci alla distanza.

Ecco che quindi, anche dalle nostre parti la disponibilità di denaro non appare più come una soluzione efficace, anzi. Alla prossima puntata.

(Mauro Magnani)