Faenza. Passano gli anni e la Biblioteca Manfrediana di Faenza si riconferma un luogo dalle molteplici offerte; l’istituzione culturale faentina non è infatti solo un luogo di consultazione, ma anche di preparazione esami, di eventi culturali, di mostre ma anche di scelta di libri da leggere.

Biblioteca Manfrediana di Faenza

La Biblioteca Manfrediana è sempre più un punto di riferimento, soprattutto per i più giovani, anche grazie ai laboratori organizzati con le scuole e alla comunicazione tramite Facebook e Instagram, ma anche all’apertura del Culture Club nell’area dell’ex emeroteca e all’allestimento dei tavoli per lo studio , sempre al piano terra (più precisamente nel chiostro dell’edificio).

Per quanto riguarda i numeri, i dati risalenti all’anno da poco conclusosi risultano essere piuttosto incoraggianti: nel 2019 la Biblioteca ha infatti ospitato circa 150 utenti al giorno nelle differenti sale studio e consultazione, e si vuole arrivare ad accogliere un pubblico sempre più vasto durante gli anni a venire.

Nell’anno 2019 i prestiti sono stati circa 80 mila, e questo è un dato piuttosto incoraggiante considerata la crisi che coinvolge l’editoria cartacea, ed uno dei motivi di questo buon andamento è il fatto di essere riusciti ad acquistare un’importante quantità di libri (in tutto 2.405) operando una buona selezione di titoli, promossi anche tra i canali social e i consigli di lettura. Tra i titoli di narrativa più letti, i faentini sembrano prediligere in particolare libri di Elena Ferrante (spesso è necessaria la prenotazione per riuscire a entrarne in possesso), tallonata dall’exploit di “Ottanta rose mezz’ora” di Cristiano Cavina, romanzo che racconta in maniera assolutamente originale e privo di retorica una storia d’amore.

(Annalaura Matatia)