In ottemperanza alle disposizioni emesse e rese note dalle autorità in questi giorni relative al Corona Virus, le Associazioni femminili e femministe imolesi (Trama di Terre, UDI,Coordinamento donne ANPI, Coordinamento donne CGIL, Coordinamento donne SPI CGIL, PerLeDonne) e le donne che a titolo  individuale avevano organizzato l’appuntamento in Piazza Matteotti il 9 marzo in occasione di Lotto marzo, comunicano l’annullamento dell’evento.

Cogliamo l’occasione per evidenziare come la situazione straordinaria in corso stia pesando oltremodo su quel lavoro di cura di cui le donne ordinariamente si fanno carico. La sospensione delle attività pubbliche, in primis di quelle scolastiche, la maggiore esposizione a un possibile contagio della popolazione anziana, si scarica ancora una volta sulle donne. Non solo conseguenze negative sul sistema economico e sul lavoro che il Paese pagherà a caro prezzo. Chi ha figli piccoli e in età scolare, anziani da accudire o famigliari con esigenze assistenziali che in questo periodo non possono essere ospitati da strutture sociali, deve arrangiarsi e sostituirsi ai servizi. Generalmente tocca alle donne sostenere il carico che ne deriva. Soprattutto se non possono contare su reti famigliari di aiuto. Così quello che in condizioni ordinarie è uno squilibrio che affida gratuitamente una parte non irrisoria del Walfare alla componente femminile della società,  con grossi problemi di conciliazione per le donne che lavorano, diviene destabilizzazione a senso unico per molte donne. Emerge tutta la fragilità e l’inadeguatezza di un sistema che strutturalmente non è attrezzato a far fronte  ad una situazione anomala che richiederebbe una capacità collettiva di riorganizzazione in tempi veloci e sostenibile in quanto fondata sull’equo impegno di uomini e donne. In periodi come questo affiora il valore del lavoro di cura, del sapere farsi carico di esigenze semplicemente umane appesantite da un’allerta emotiva diffusa. Tanto vale il lavoro delle donne scarsamente riconosciuto da un sistema disparitario.

Un’azienda di Casalecchio, “Atlante” , che lavora per la grande distribuzione italiana ed estera, ha prontamente disposto il contributo di 150€ a settimana alle famiglie con figli per pagarsi la baby sitter. Un esempio di reazione virtuosa e tempestiva nato non a caso dalla sensibilità di un Amministratrice delegata. Ciò dimostra che la differenza di genere è un valore aggiunto, se può esprimersi nelle sedi decisionali, indicando soluzioni e visioni diverse. Un sistema fondato sull’equilibrio di genere è possibile.

C’è ancora bisogno dell’8 marzo. Invitiamo le donne che ritengono importante questa giornata e non vogliono che passi nell’indifferenza emergenziale ad esporre alle finestre un drappo fucsia o giallo. Diamo un segnale.