Da sinistra Fabrizio Castellari, suo vicesindaco per 9 anni, e Massimo Marchignoli

Castel del Rio. A pochi giorni dalla scomparsa di Bruno Solaroli, Imola piange un altro ex sindaco. Nella giornata odierna (domenica 8 marzo) è deceduto, in serata, Massimo Marchignoli. Un malore se l’è portato via a 61 anni.

Nato nel 1958, dopo la maturità classica si è iscritto all’Università di Bologna (facoltà di Giurisprudenza), lasciando poi gli studi per dedicarsi alla politica a tempo pieno. La sua vita politica ha avuto inizio come giovane attivista della Federazione dei giovani comunista (Fgci) di Imola, dove ricopriva la carica di segretario del circolo di Castel del Rio. E’ poi stato responsabile del settore economia Lavoro della Federazione del Pci di Imola.

Tra il 1982 e il 1990 ha ricoperto diversi incarichi all’interno del Pci imolese. Nel febbraio 1991 viene eletto sindaco di Castel del Rio, il suo paese d’origine, per il Partito democratico della sinistra. l’allora Pds.

Dal gennaio 1992 al giugno 1995 ricopre anche la carica di presidente della Comunità montana Valle del Santerno. È nel consiglio della Provincia di Bologna nel periodo 1995-1999.

Nel 1995 ottiene un secondo mandato come sindaco di Castel del Rio e viene eletto segretario della federazione imolese del Pds. Rieletto nel marzo 1997, nel 1999 lascia entrambe le cariche per candidarsi al municipio di Imola, vincendo le elezioni con i Democratici di Sinistra. Viene confermato sindaco d’Imola nel 2004, carica che lascia anticipatamente il 26 febbraio 2008 per candidarsi alle elezioni politiche del 2008, dove viene eletto deputato della XVI legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XI Emilia-Romagna per il Partito Democratico, poi non si ricandida per il secondo mandato e lascia la vita politica a tempo pieno. Ultimamente si era fatto promotore dell’intitolazione a Castel del Rio di un giardino all’immensa figura di Enrico Berlinguer.

Nel 2017 ha lasciato il Pd e si è iscritto ad Articolo 1.

Lascia la moglie Serena e la madre Ottaviana.

Il segretario del Pd Marco Panieri lo ricorda così: “Una notizia molto triste per la nostra comunità, per il nostro partito, a soli sette giorni dalla scomparsa del on. Bruno Solaroli, ci lasca anche on. Massimo Marchignoli giá sindaco di Castel Del Rio e Imola, deputato. Uomo di grandi relazioni che ha saputo cognugare sviluppo e crescita, tante le opere da lui cantieriezzate, ad esempio la Bretella, la ristrutturazione del Teatro Ebe Stignani e del Teatro Osservanza. Nel rendere omaggio alla figura di Massimo Marchignoli, il Partito Democratico si unisce al dolore della famiglia e in particolare alla moglie Serena e alla mamma Ottavia”. 

Raffaello De Brasi, a sua volta ex sindaco di Imola e deputato, ricorda: “Ci conoscevamo da quando Massimo Marchignoli aveva 15 anni, io ero segretario della Fgci e lui del circolo di Castel del Rio, insomma da quasi 50 anni e il nostro percorso si è spesso intrecciato. Ricordo la sua enorme passione e identità politica con valori molto forti all’interno della sinistra che gli ha riservato anche amarezze, tanto che a un certo punto ha lasciato il suo partito, il Pd, seguendo il percorso di suoi amici di livello nazionale quali Vasco Errani, Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema. E’ stato un amministratore che ha saputo ricevere un grande consenso, prima a Castel del Rio poi a Imola, dove fra le altre cose ha portato avanti progetti iniziati dalla mia Amministrazione come il sistema delle tre piazze e la Bretella. Ultimamente, amava chiamare a Castel del Rio le sue ‘vecchie’ giunte e gli amici per discutere sempre della sua grande passione politica”.

La scomparsa di Massimo Marchignoli è una notizia che ci ha sorpreso molto – afferma Giuseppina Brienza, presidente dell’associazione Futuro in Comune Imola -. A pochi giorni dall’addio a Bruno Solaroli, che aveva scosso profondamente Marchignoli, Imola perde un altro protagonista importante della storia politica cittadina, locale (penso ai due mandati da sindaco di Castel del Rio e a quello da consigliere provinciale) e nazionale. Futuro in Comune Imola si stringe attorno alla sua famiglia”.