Sfruttando società di comodo, con sedi fittizie a Roma, avrebbe trasferito i guadagni derivanti da attività illecite, all’estero. Grazie alla collaborazione di alcune persone, residenti in provincia di Bologna e Modena, un uomo residente nel territorio del circondario imolese, C. M., sulla quarantina che lavorava nel settore motoristico, per la Guardia di Finanza sarebbe riuscito ad attuare i movimenti del denaro con giri di fatture per operazioni inesistenti.
Finite le indagini, eseguite dal Nucleo di polizia economico finanziaria, su decisione del Gip, i militari delle Fiamme gialle hanno eseguito
un’ordinanza di custodia in carcere nei confronti dell’uomo sulla quarantina del territorio imolese che ora sarà chiamato a rispondere di autoriciclaggio in concorso con le altre persone denunciate a piede libero. E’ stato anche disposto il sequestro di beni per 3,5 milioni.
Sono state eseguite pure perquisizioni in provincia di Bologna, Modena e Roma.

Secondo le indagini, l’imprenditore avrebbe spostato i proventi dalle sue attività illecite sfruttando false triangolazioni commerciali, in favore di altre società non realmente operative in Slovenia, Croazia e Ucraina per poi fare prelevamenti di denaro contante che poi sarebbe stato immesso nuovamente sul mercato in modo da risultare ufficialmente ‘ripulito’.