Spett. redazione,
mi permetto di far notare in prima istanza ai Sindaci del circondario, che l’’art 18 e 23 della legge del 2017 citata dal Dpcm da oggi in vigore è applicabile anche alle amministrazioni pubbliche.

Ritengo opportuno sottolineare quanto poiché, dopo i primi provvedimenti propagandistici, tardivi e timidi del governo, pare si sia arrivati finalmente a decidere di perseguire una linea di senso logica e ferma, che va supportata, perchè abbia efficacia, da un sostegno economico di forte impatto da parte del governo stesso e dalla collaborazione delle amministrazioni locali.

In questa sede mi limiterò a segnalare alcune problematiche relative alla collaborazione delle amministrazioni locali per risolvere le quali servirà altrettanta fermezza.

Il “principio di precauzione” che hanno seguito in primis gli stessi componenti del comitato scientifico quali consulenti del governo, deve portare i Sindaci a chiudere quegli uffici pubblici e quelle aziende private che non sono in grado di tutelare la salute dei propri dipendenti anche come potenziali veicoli di propagazione del virus.

Nell’impossibilità di aprire gli uffici pubblici alle condizioni di sicurezza indicate dal governo, laddove ad esempio non si possa attrezzare gli sportelli al pubblico con distanziatori o non si possano modificare le modalità di accesso ai servizi erogati, essi si devono semplicemente chiudere.

Il pagamento di tasse e tributi o sanzioni amministrative andrebbero congelati, andrebbero potenziati i servizi di assistenza telefonica ai cittadini, consentendo ai dipendenti pubblici di operare in assenza di pubblico, ricevendo solo per appuntamento.

In ambito privato si può intervenire vigilando sull’effettiva applicazione di quanto previsto nel decreto, della corretta informazione data all’utenza, ma si può anche invitare i gestori dei grandi negozi, per esempio, a sospendere le iniziative promozionali causa diretta di assembramenti pericolosi, o contingentare gli accessi alle mense limitandone l’accesso al personale dipendente.

Il comune è la prima istituzione e per prima deve dare l’esempio, facendo capire che le prescrizioni del governo sono da prendere con serietà a garanzia, e nel caso trattato, tanto dei dipendenti quanto degli utenti

(Roberto Vuilleumier, coordinatore provinciale Rinascita Socialdemocratica)