Roma. “La legge regionale, che detta disposizioni sul circuito automobilistico e motociclistico situato nel Comune di Scarperia e San Piero è censurabile in quanto alcune norme riguardanti le emissioni sonore derivanti dal circuito automobilistico e motociclistico del Mugello si pongono in contrasto con gli articoli 117, secondo comma, lettera s), e terzo comma, con riferimento alla tutela dell’ambiente e della salute, violando altresì i principi di cui agli articoli 2, 3, 9 e 32 della Costituzione, che garantiscono il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre”.

E’ Il Consiglio dei Ministri che così – nella seduta del 5 marzo scorso – decide di impugnare la legge regionale della Toscana sulle deroghe al rumore previste a favore dell’autodromo del Mugello. A nulla sono valse le parole indicate nel provvedimento regionale. Non sono stati nemmeno sufficienti roboanti enunciati come “occorre disciplinare la circolazione dei veicoli a motore nei circuiti, quali gli autodromi e le piste motoristiche” o come “riconoscendo la pratica dello sport come momento di crescita individuale (la pensa diversamente il giudice Manunta nella nota sentenza, cfr il documento in questo articolo) e di aggregazione sociale.” Ma, soprattutto, nemmeno scrivere che il tutto avveniva “nel rispetto del diritto alla salute della cittadinanza”.

Il circuito del Mugello

Rispetto della salute che, a quanto risulta al Governo, pare invece messo in seria ipoteca dalla disposizione normativa toscana a firma della vicepresidente Lucia De Robertis (PD).

La legge regionale, la n. 2 del 3 gennaio 2020, dispone testualmente che “le eventuali deroghe ai limiti di emissioni sonore concesse dal comune territorialmente competente hanno durata quinquennale e non possono essere previste per più di duecentottanta giorni annui di attività continuativa”. 280 giorni di deroghe alla massima rumorosità! E potremmo dire ben venga che, bontà loro, “le deroghe non prevedono l’esercizio di attività motoristica nelle fasce orarie comprese tra le ore ventidue e le ore sette” così che si possa almeno schiacciare un pisolino ristoratore fra un’attività e l’altra, che diamine!

Tanto più puntuale il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della presidenza del Consiglio dei Ministri che scrive, nella sua relazione: “L’utilizzo continuativo dell’autodromo per duecentottanta giorni annui parrebbe, a maggior ragione, attività in netta contrapposizione con il “rispetto del diritto alla salute della cittadinanza”, costituzionalmente garantito dall’articolo 32 della Costituzione, e, tra l’altro, richiamato nel preambolo della legge regionale in oggetto”.

Per poi proseguire specificando che “Risulta, inoltre, non chiara la dizione “attività continuativa” in quanto, secondo un’interpretazione letterale della stessa, potrebbe essere sufficiente l’interruzione per un solo giorno delle attività dell’autodromo per far ripartire il conteggio delle giornate di deroga, con ulteriore pregiudizio sostanziale del diritto alla salute costituzionalmente garantito”.

Specificando ulteriormente che “Ad ulteriore dimostrazione dell’eccessiva durata del periodo di deroga concedibile, va richiamato l’articolo 3, comma 5 del d.P.R. 3 aprile 2001, n. 304 che prevede deroghe temporali per gli autodromi e le piste di prova esistenti che sono sede di gare di Formula 1, Moto GP (quale l’autodromo del Mugello) e assimilabili per un periodo massimo di trenta giorni nell’anno solare, comprensivi di prove e gare” (e non 60 come avviene al circuito Ferrari di Imola, ndr).

Autodromo di Imola

Per concludere che “Dalla disamina della previsione regionale consegue come attraverso di essa si sia addivenuto, in aperto contrasto con i parametri normativi statali interposti che regolano la materia, all’adozione di previsioni anche derogatorie tese a ridurre il livello minimo e uniforme di tutela dell’ambiente, inteso nella sua più ampia e riconosciuta accezione di “diritto fondamentale della persona” costituzionalmente riconosciuto che, nel ricomprendere in maniera unitaria tutti gli aspetti oggetto di cura e di tutela della persona umana (salubrità, salute, qualità della vita cc.), impone piena ed esaustiva tutela, tale da operare sia in ambito pubblicistico che nei rapporti di diritto privato.”

Così “per i motivi sopra indicati la legge regionale deve essere impugnata ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, limitatamente alle norme contenute nell’articolo 3, commi 2, 3 e 4 , che violano gli articoli 117, secondo comma lettera s) e terzo comma con riferimento alla tutela della salute, 2,3, 9 e 32 della Costituzione”.

L’approvazione del calendario di pista dell’autodromo Ferrari (da notare la differenza di urbanizzazione nelle due strutture del Mugello e di Imola) è in itinere: che il vento sia cambiato?

(Verner Moreno)