Spett. redazione,
dopo l’immobilismo della passata amministrazione M5s, la situazione abitativa a Imola rimane critica. L’ultimo bando per l’assegnazione delle case popolari risale ormai a 3 anni fa (!) e centinaia di persone si trovano, anche per questo, in situazioni di estrema difficoltà.

Nel frattempo, la distruzione dei diritti del lavoro, se da una parte ha ingrossato i profitti delle aziende, dall’altra ha comportato licenziamenti, precarietà, lavoro nero, ricatto sul permesso di soggiorno. Tutto ciò ha inevitabilmente generato una grande precarietà abitativa, di cui gli sfratti rappresentano solo l’aspetto più brutale e vergognoso, soprattutto alla luce del fatto che a Imola vi sono almeno un centinaio di alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp) sfitti.

La risposta dei servizi sociali alle situazioni di emergenza o sfratto è sempre più spesso l’albergo in via temporanea e la divisione del nucleo familiare: questa è una non-soluzione, disumana e miope, poiché inutilmente dispendiosa per le casse comunali. E’ invece necessaria l’immediata reintroduzione delle case di emergenza, da assegnare all’intero nucleo famigliare o alla singola persona in difficoltà abitativa per un congruo periodo di tempo, così da permettere loro di fare domanda di casa popolare e di mettersi alla ricerca del lavoro.

Inoltre, le passate amministrazioni hanno proceduto, da un lato, a esternalizzare a enti privati la gestione di sempre più alloggi pubblici, creando burocrazia e inefficienze; dall’altro, a “fare cassa” tramite la vendita delle case popolari. Al contrario, è necessario investire maggiormente nell’Erp, sia per la riqualificazione e la manutenzione degli alloggi esistenti, sia per la requisizione degli alloggi privati, spesso mantenuti sfitti a scopo speculativo, sia per l’eventuale creazione di nuovi alloggi, i quali devono essere sotto il diretto controllo pubblico e strategico degli organismi pubblici e degli inquilini.

Basta poi con l’aumento dei canoni di affitto. Come noto, la riforma regionale dell’Erp ha permesso all’amministrazione PD di ricalcolare gli affitti, con il risultato che essi sono aumentati mediamente del 14% per gli inquilini delle case popolari di Imola. Su questo è necessario fare un deciso passo indietro, riducendo gli affitti delle case popolari e aumentandone l’offerta, così da ridurre anche gli affitti nel mercato immobiliare privato.

Infine, il mercato dell’affitto oggi è completamente bloccato, oltre che fortemente discriminatorio nei confronti della popolazione migrante. Ciò rende necessaria l’introduzione di efficaci misure rivolte ad agevolare l’incontro tra domanda e offerta nel mercato degli affitti, imparando dalle criticità e dalle mancanze verificatesi con l’Ama.

Lo Sportello Antisfratto di Imola non intende abbassare l’attenzione sul grave problema della precarietà abitativa e continuerà ad essere megafono di tutti/e coloro che vivono sulla propria pelle questa ingiustizia sociale.

(Sportello Antisfratto di Imola)