Imola. L’epidemia che sta invadendo il mondo intero e che tante problematiche sta sollevando all’interno del nostro sistema produttivo e sociale costringendoci, da bravi cittadini, a cercare di isolarci il più possibile per evitare il peggio, deve comunque essere occasione di riflessione e, perché no, di opportunità. Come da proverbio, non tutti i mali vengono per nuocere e questa pandemia mondiale potrebbe finire con l’insegnarci qualcosa: sta a noi scoprirlo e valutarlo come si deve.

La sala del Consiglio a Imola

Restando nel locale, la nostra città, non sarebbe male iniziare a riflettere sull’attuale mancanza di una guida “politica”: da qualunque parte la si guardi, la presenza di un commissario prefettizio sta a significare l’essenza di mancanza di successo della democrazia. Quando un’insieme di persone non riesce a produrre al suo interno un responsabile democratico capace e in grado di amministrarla occorre rivedere, giocoforza, il successo delle proprie idee, delle scelte a suo tempo fatte, del valore degli uomini e donne che si sono candidate alla guida della città. I tempi stringono: fra un paio di mesi si potrebbe andare al voto amministrativo, ma con buona probabilità si slitterà a dopo l’estate considerando il purtroppo probabile sviluppo della situazione sanitaria. Difficile intravvedere una migliore occasione per una profonda riflessione sull’accaduto, sul nostro presente e sul futuro che ci attende.

Dopo tanti anni di guida politica monocolore, la cittadinanza ha scelto di cambiare e non deve essere sottovalutato l’accaduto: si potrebbe sintetizzare il tutto come un fiume in piena di nuove idee e valori, costretto tra argini incapaci non solo di contenerlo, ma anche miseramente non in grado di mantenerlo all’interno di nuovi argini, di saperlo condurre verso nuovi percorsi. Comunque la si veda, la politica la fa l’uomo e se il valore dell’uomo è misero, il risultato politico è inevitabilmente misero e condannato all’insuccesso, qualunque sia il suo orientamento. Ci si deve abituare, come sistema, a ricercare il vero valore del pensiero politico di una persona senza farsi ingannare da apparenza e da falsi valori.

In giornata, leggevo alcune righe su di un quotidiano nazionale che riportava una notizia proveniente dalla Cina: sembra che il governo cinese abbia ordinato alle aziende di mantenere accesa la luce anche durante la notte per mantenere alto il consumo di elettricità, segno convenzionale di buon funzionamento dell’insieme socio/economico. Ecco, se decidiamo di assecondare una linea politica di questo valore non desideriamo il meglio per noi stessi. La situazione economica e finanziaria nel complesso mondiale indica chiaramente la grande necessità di cambiamento su molti dei fronti fin qui indicati come meta ed il riflesso sulla nostra città risulta essere inevitabile e assai pesante: se è vero che molti dei problemi incombenti non possono assumere un mero valore locale è altrettanto vero che se ai problemi che non si possono risolvere in sede locale assommiamo per incapacità inconcludenza, scelte errate e clientelari o progetti faraonici di dubbia efficacia e fattibilità, la caduta dalla padella alla brace è inevitabile.

Un breve elenco che vedrà approfondimenti in seguito? Nuove voci e non solo ipotizzano un ulteriore utilizzo della discarica sulle colline a sud della nostra città dopo interventi della magistratura, conduzioni non certo esemplari e polemiche a non finire, promesse elettorali che si spera non restino tali e lunghi silenzi attuali che non fanno sperare in meglio; la gestione della perla per l’indotto della città (tutta da verificare), per il protrarsi della diffusione del nome della città nel mondo (le cooperative Sacmi e Cefla sanno fare di meglio e con valori certamente quantificabili anche concretamente), l’autodromo Enzo e Dino Ferrari si vede costretto a ripetere lunghi periodi di utilizzo al di fuori della legge per non presentare bilanci in profondo rosso, richieste da parte di presidi sanitari di dati che non vengono consegnati e prese di posizione da parte di esponenti politici fin troppo spesso rivisti e negativamente giudicati da istituzioni statali; quella perla abbandonata, quell’oasi di prezioso verde nel cuore della nostra città, il complesso dell’Osservanza resta a tutt’oggi in uno stato di desolante abbandono e sarebbe fin troppo lungo l’elenco delle possibilità di utilizzo di tale bene: qualcosa si muove e la scoperta di un’antica strada arresta subito i lavori (dove si pensava che fosse il tracciato di una via che usciva da Porta Montanara verso il sud, verso il fiume e le sponde del canale -di irrigazione e di difesa- intelligentemente disegnato da Leonardo?); e che dire del costante impoverimento e abbandono del centro storico da parte degli esercizi commerciali e quindi inevitabilmente dai cittadini?

Un elenco di situazioni, valutazioni politiche, sociali ed economiche che non può e non deve terminare qui: la caduta, il dissesto, la crisi devono tramutarsi in occasione di rivincita, di individuazione di nuovi valori e traguardi, di idee coraggiose ed innovative, di vera capacità di individuare i problemi e le vie più idonee per la loro risoluzione, di persone nuove capaci di individuare i giusti valori da perseguire ma, al contempo, certe e decise nell’accantonare vecchi tracciati politici e sociali fin troppo spesso additati come irrinunciabili, ma, forse, irrinunciabili solo per alcuni. Non è mantenendo accese le luci nelle fabbriche ferme che si produce benessere, stabilità economica, futuro per le nuove generazioni, dignità per chi può solo sperare in una serena fine della propria vita e lucidità di pensiero nell’individuare i valori di una società.

(Mauro Magnani)