Si possono individuare molti tipi di “banchiere” e la differenza tra questi strani e insoliti personaggi risiede nella loro capacità di vedere “oltre”, un po’ più avanti del denaro. In un primo momento può apparire come una banalità, qualcosa di scontato, ma per i personaggi abituati a porre la loro firma sotto cifre composte da sei o nove zeri la “cosa” non è poi così normale. Chi avrà tempo potrà verificarlo e, con buona probabilità, le inevitabili conseguenze finiranno per interessare un po’ noi tutti.

Le parole della Lagarde, che riporto in libera traduzione, sono destinate ad avere un peso che potrebbe rivelarsi decisivo e ci faranno ricordare quell’ometto (mi riferisco alla statura) così garbato e misurato, tutto nascosti sorrisi ma sguardo deciso: ” Il livello dello spread non è un problema mio”. Nove parole che hanno valso la quantificazione finale di diversi decimali con davanti il segno meno nel risultato serale di tutte le principali borse finanziarie mondiali, con Milano che ha dovuto aggiungere un ulteriore livello record negativo alle sue nere performance. Verrà il tempo, se già non è arrivato, che dovremo rimpiangere il Signor Mario Draghi e molti di noi dovranno ricredersi: non è vero che tutti i banchieri sono uguali.

Le parole della Christine sono cadute sui mercati con la forza dirompente di una bufera forza sette e mi hanno ricordato quelle dei sempliciotti di casa nostra, quelli che non sono soliti cercare di vedere oltre il proprio naso, quelli che “da soli staremmo meglio” e “la colpa è sempre degli altri”.

Certo che il problema di una differenza eccessiva di valore di rendimento tra i titoli del debito sovrano italiano e quello di altri paesi non risiede tra i problemi che la Bce deve risolvere, ma come si suol dire ” forse dietro l’angolo …”. È infatti proprio dietro l’angolo si riesce ad intravvedere una concatenazione inevitabile di ingranaggi ove solo un povero riesce ad individuare una sola problematica: una differenza notevole tra i tassi di rendimento sta, in primis, a significare un aumento del deficit italiano ( e questo è vero!), ma la difficoltà di un membro di un insieme non significa necessariamente che il problema sia solo suo.

E ci sarà dato modo di verificarlo in tempi brevi e il prezzo sarà pesante. Le solite cornacchie? Può essere, ma quello che è certo è che i tempi saranno brevi. Ricordate i fastosi palazzi degli sceicchi con i rubinetti d’oro? È bastato un piccolo virus dall’aspetto rotondo con qualche infiorescenza colorata tutto attorno per far precipitare il prezzo del petrolio e rammentare loro che se l’oro nero divenisse un bene di secondaria importanza occorrerebbe loro riprendere mano a cammelli e dromedari. E avete presente il Presidente Putin, quello che nonostante la caduta del prezzo del greggio non intende tagliare il quantitativo di estrazione perché sa bene che senza il petrolio non saprebbe come fare a quadrare i conti!

Ben presto (oggi i tempi sono molto brevi) la difficile situazione italiana si rivelerà pesante non solo per il nostro benessere interno, ma finirà per coinvolgere e pesare su altri mercati finanziari ed equilibri di altri Stati. Avete presente il biondo anti-europeista premier Inglese?, quello che “ghe pensi mi!”? I dati di tutti maggiori istituti internazionali danno l’Inghilterra in recessione e il Cov 19 deve ancora far sentire il suo peso oltre manica…
Gli eremiti si ritiravano nelle grotte inaccessibili e finivano per morire di inedia: non abbiamo dunque imparato nulla?

(Mauro Magnani)