E che diamine! Un po’ di solidarietà a chi, da anni, cerva (invano) di mantenere alto il profilo dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, anche se, a dire il vero, fra baiocchi e salute il conto appare alquanto salato.

Una volta, dico!, una volta che sembrava la fortuna volgesse dalla nostra parte … Un bel virone assatanato colpisce la Cina che si vede costretta ad annullare la disputa delle rabbiose monoposto e, voilà, mors tua vita mea, noi siamo pronti, anzi prontissimi al rimpiazzo: sulle rive del Santerno basta poco ed il rimpiazzo è servito. Poi cosa volete che siano una quarantina di milioni di € in confronto con la gloria di un grande e rombante ritorno! Macché: ha ragione Zaia! Se invece di mangiare i topi vivi e spedirci per raccomandata il pestifero virus si facessero i virus loro, i Cinesi, noi potremmo vedere risolti alcuni dei nostri annosi e irrisolti problemi. Così, dopo il sogno la beffa: pure da noi si deve chiudere causa virus.

Adesso poi, la dose rincara: anche dall’altra parte del mondo, in Australia, la ragione sembra prevalere sulla passione e l’agognata disputa rombante sembra sul punto di vacillare e una nuova possibilità appare all’orizzonte. Voci discrete affermano che nelle segrete stanze dei box una figura non bene identificata si sia levata, nell’apprendere la notizia inattesa, con un grido di gioia e abbia proferito le fatidiche parole: “Questa volta tocca a noi …”. Le stesse voci indiscrete affermano che gli astanti abbiano invitato l’addetto alla dispensa di bevande e tisane a preparare una buona camomilla da servire allo sbraitante indiscreto aggiungendo parole e imbastendo gesti irripetibili.

Ma non tutto viene per nuocere e questo arresto della quotidianità per certi versi devastante propone riflessioni da tesorizzare: noi tutti ci troviamo nella nuova posizione di rinuncia, di assenza di contatto umano, di vuoti incolmabili ed improvvisi, di attese a vuoto, di deserti spazi. Ma non proprio tutti e non proprio tutto: nei pressi delle ormai tristi tribune che costeggiano la cittadina pista tutto resta immutato e la peste del 2020 nulla ha potuto contro di esse. Come impavidi bastioni a difesa del nulla, deserte erano prima e deserte sono ora: meditate, gente, meditate.