Il Coronavirus (Covid 19) sta condizionando la nostra vita in maniera pesante portando tra la popolazione sofferenza e ansia come non si vedeva dai tempi della guerra. Il virus provoca una malattia per lo più respiratoria con una molteplicità di quadri che vanno da forme lievi a quelle più drammatiche di insufficienza respiratoria ad esito infausto. Il Covid 19 si diffonde in maniera rapidissima tra la popolazione e mentre i malati con sintomi vengono subito isolati la stragrande maggioranza dei portatori sani non sa di essere colpito e trasmette involontariamente ad altri il virus aumentando il bacino degli ammalati.

Non parliamo in questa sede degli ammalati ricoverati in ospedale che hanno già un loro percorso di cura. Parliamo invece della situazione che riguarda la popolazione del territorio. L’isolamento domiciliare viene applicato per le persone che hanno avuto contatti certi con casi positivi e per i malati non gravi. Vengono seguiti telefonicamente dal Servizio di Igiene Pubblica e dal MMG.

Per ridurre la diffusione del virus l’obbiettivo sarebbe quello di scoprire i portatori sani asintomatici e metterli in isolamento domiciliare, soprattutto cercarli tra le categorie professionali più a rischio: medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine, assistenti delle case di riposo….

Questi professionisti possono diventare dei super diffusori a loro insaputa nei confronti delle persone che incontrano. Agli operatori in prima linea non viene mai fatto il Tampone nasale e faringeo di default che è l’unico modo che abbiamo oggi per trovare i portatori sani.

Se un soggetto entra in contatto con il Covid 19 occorre qualche giorno (3-5) perché il tampone dia una positività. Quindi non lo si deve fare subito anche in caso di contatto sospetto. Ascoltando diverse testimonianze di persone e operatori sanitari ci risulta che a Imola e anche in altre città della regione i Tamponi vengano fatti solo in poche condizioni che sono previste dalla normativa ma che hanno poco di razionale.

Se la persona ha avuto un contatto con un paziente positivo viene messo in isolamento e viene fatto il Tampone dopo una settimana solo se compaiono sintomi. Se dopo 2 settimane di isolamento la persona non si ammala può rientrare al lavoro senza avere eseguito il Tampone. Pensiamo a un operatore sanitario che rientra in ospedale senza la sicurezza di essere negativo quale rischio rappresenta per i colleghi e i pazienti.

Quali problemi abbiamo con i Tamponi per farne così pochi e in maniera poco razionale? Perché ai personaggi Vip della politica, spettacolo o sport si fanno i Tamponi senza che abbiano alcun sintomo come invece accade alle persone comuni? Un tampone costa circa 30 euro e occorrono 6-7 ore per avere il risultato. A Imola la risposta a un tampone arriva dopo 3-4 giorni. Da cosa dipende questo tempo eccessivo di risposta?

Mentre ci sembra che a livello ospedaliero pur nelle difficoltà si cerchi di organizzarsi al meglio (creazione di reparti Covid, potenziamento delle unità di Rianimazione, sospensione delle attività non urgenti, riposizionamento del personale…) nonostante anche qui ci siano stati errori che hanno portato molti medici e infermieri a essere contagiati, nel Territorio occorre migliorare e potenziare l’organizzazione perché si ha l’impressione che le forze in campo che fanno capo all’Igiene Pubblica siano sottodimensionate. Tra le conseguenze di questa situazione oltre ai problemi dei Tamponi c’è la difficoltà riferita da molti cittadini di potere telefonare al Servizio per denunciare avvenuti contatti o chiarimenti legati alla situazione Covid 19.

Il Telefono Covid 19 del Servizio di Igiene dedicato alla popolazione è spesso occupato e gli operatori difficilmente raggiungibili. In questa situazione dovremmo guardare a modelli diversi dal nostro per migliorare il servizio ma soprattutto per ridurre il numero dei contagiati.

A livello mondiale il modello migliore ci sembra quello della Corea del Sud in cui si sono isolati moltissimi portatori sani facendo molti tamponi anche senza arrivare al blocco delle attività come in Italia che riteniamo però nella realtà attuale oltremodo necessarie.

Non fermiamoci ai nostri modelli, nascondendoci dietro la normativa, ma usiamo la volontà per cercare di sconfiggere prima possibile questa epidemia.

(Associazione “Noi Imola”)