Medicina. Dalla mezzanotte scorsa, non è più possibile uscire dal capoluogo Medicina e dalla frazione di Ganzanigo, dove ormai da giorni si registra una crescita anomala del contagio da Coronavirus. Una misura straordinaria che sarà in vigore fino al prossimo 3 aprile, dettata dalle indicazioni medico-scientifiche e necessaria per arginare la diffusione del virus. Un decreto del Presidente della Regione a tutela dei cittadini del Comune di Medicina, del comprensorio imolese e della Città metropolitana di Bologna, che conta un milione di persone.

Il Sindaco del Comune del circondario imolese, Matteo Montanari, è intervenuto tramite un video su Facebook in cui spiega: “Mi tocca dirvi quello che un sindaco non vorrebbe mai dire ai propri cittadini. C’è un domani che arriverà e saremo fortunati a viverlo insieme. Di nuovo, uno appiccicato all’altro, senza paura. Quando un sindaco fa certe scelte, si sente solo. Vi ringrazio invece, perchè mi avete sempre sostenuto.”

Da Medicina e Ganzanigo possono entrare i soli residenti ancora fuori dall’area circoscritta e chi lavora nei servizi pubblici e privati essenziali. Si tratta di alcuni servizi comunali, assistenziali e residenziali per le persone non autosufficienti, di farmacie e alimentari. Al di fuori di questi, tutte le attività commerciali, produttive e di servizio di Medicina e Ganzanigo sono chiuse.

medicina area rossa

Il bilancio
Nel territorio del comune di Medicina e nella frazione di Ganzanigo erano presenti 54 casi accertati di Coronavirus, 8 decessi, 22 ricoveri ospedalieri: 5 dei quali in terapia intensiva in condizioni critiche. 24 casi in isolamento fiduciario domiciliare, oltre a 102 soggetti posti in isolamento fiduciario domiciliare a seguito di contatti stretti di casi accertati. Nella nota, si sottolinea poi come il fenotipo di malattia riscontrato nei pazienti sia contraddistinto “oltre che da una grave e rapida progressione, anche da un’elevata diffusibilità correlata all’alto burden microbico”.

Il decreto
Nel dettaglio, l’atto stabilisce i seguenti provvedimenti:
– Il divieto di allontanamento dal territorio del capoluogo di Medicina e della frazione di Ganzanigo da parte di tutti gli individui presenti.
– Il divieto di accesso nel medesimo territorio.
– È consentito il rientro al domicilio o alla residenza all’interno dell’area delimitata per chi dalla mezzanotte scorsa si trovasse fuori dall’area stessa.
– Sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.
– Sospensione di tutte le attività produttive e commerciali ad esclusione dei negozi di generi alimentari e di prima necessità: farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica.
– Attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali, oltre che dei presidi sociosanitari esistenti: Casa della salute, Casa di riposo e Case residenze per anziani non autosufficienti.
– Dai divieti di spostamento, potrà essere esentato, previa autorizzazione del sindaco del Comune di Medicina, esclusivamente il personale impiegato nelle strutture e nei servizi e nelle attività sopra elencate e nei servizi pubblici essenziali.
– La sospensione di tutti i cantieri di lavoro.
– La chiusura dei parchi pubblici, orti comunali, aree di sgambamento cani, aree sportive a libero accesso, servizi igienici pubblici e privati ad uso pubblico e divieto di utilizzo delle relative strutture.
– La soppressione di tutte le fermate dei mezzi pubblici.
-La chiusura al pubblico dei cimiteri comunali, garantendo comunque la erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme.
– Saranno comunque garantiti il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ed il servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari per le persone in isolamento domiciliare fiduciario.

“È uno degli atti più sofferti che io abbia assunto da presidente della Regione – afferma il presidente della Regione Emilia romagna, Stefano Bonaccini -, ma le informazioni e le indicazioni che ho raccolto dai tecnici non mi hanno permesso altra scelta. E’ infatti doveroso fermare in tutti i modi l’ulteriore diffusione del virus, che già così duramente sta colpendo anche l’Emilia-Romagna. Da diversi giorni il numero dei contagi e dei decessi a Medicina registra una crescita tale da richiedere un intervento drastico per arginare il contagio, a tutela dei residenti dello stesso Comune e di un’area vasta come quella metropolitana di Bologna. Pur col cuore pesante, ritengo di aver agito per il bene comune, col supporto delle indicazioni mediche e scientifiche necessarie, dopo aver riunito l’unità di crisi regionale. Siamo al fianco del sindaco Matteo Montanari e di tutti i cittadini di Medicina- chiude il presidente della Regione- e da oggi lo saremo ancora di più, non facendo mancare loro nulla. Ma soprattutto facendogli capire chiaramente una cosa: non siete soli, la vostra battaglia è la nostra e ne usciremo insieme”.

Il decreto del Presidente della Regione Emilia Romagna