Una campagna social “martellante”, che passa da Instagram e Facebook, per arrivare in TV e su qualunque mezzo d’informazione: #iorestoacasa è certamente uno degli hashtag più utilizzati dagli italiani in questo periodo d’emergenza. In effetti, il crescente numero di casi di Covid-19 in Italia sta destando enormi preoccupazioni a livello sanitario, tanto da aver costretto da ormai una settimana l’intero Paese alla quarantena. Una decisione sofferta, ma che permetterà di limitare nei prossimi giorni ulteriori impennate nel numero dei casi.
Segnali di speranza arrivano però dall’Istituto Pascale e dall’ospedale Cotugno di Napoli, dove si è osservato che la somministrazione di un farmaco della Roche, il RoActemra®, è in grado di alleviare i sintomi dell’infezione da Coronavirus nei malati gravi; risultati similari si stanno evidenziando anche a Fano, Cosenza e Modena, con un certo consenso tra i medici circa l’efficacia della terapia.

Un utilizzo che in realtà aveva già dato risultati incoraggianti in Cina: l’NHC (la Commissione nazionale per la salute cinese) ha dichiarato che al 5 marzo 2020 ben 272 persone erano state trattate con tale medicinale, con miglioramenti nel quadro clinico emersi spesso nell’arco di sole 24 ore.

L’Aifa, l’agenzia che in Italia si occupa di regolamentare l’utilizzo dei farmaci, ha preso atto di queste osservazioni ed ha avviato le procedure di valutazione dei risultati per far partire un trial clinico rigoroso anche in Italia; un’esigenza sentita da molti medici, perché in assenza di un protocollo clinico definito è impossibile potere provare scientificamente se questo medicinale ha un’efficacia significativa nel limitare i decessi causati da questa patologia. La Roche, casa produttrice del farmaco, ha dichiarato la propria disponibilità ad offrire gratuitamente le proprie scorte del farmaco a tutte le regioni che ne faranno richiesta per curare i malati; un segnale di disponibilità e di collaborazione dal mondo farmaceutico per cercare di vincere questa guerra contro il Coronavirus.

Il Tocilizumab
Ma che cosa contiene questo medicinale? Una molecola detta tocilizumab, definibile come un anticorpo monoclonale, ovvero una molecola prodotta da un singolo “tipo” di linfocita B (i “globuli bianchi” per antonomasia) per colpire uno ed un solo bersaglio in tutto il corpo. Il suo “obiettivo” è una struttura presente in gran parte delle cellule immunitarie: la proteina IL-6R, o “recettore dell’Interleuchina-6”, fondamentale per la risposta contro le infezioni; questa proteina si trova sulla superficie delle cellule e permette di legare una molecola segnale (l’Interleuchina-6) che coordina la risposta immunitaria in tutte le sue forme: dalla febbre all’attivazione dei linfociti T e dei macrofagi, causa diversi effetti che nel complesso rafforzano le nostre difese biologiche e permettono di uccidere i microorganismi patogeni.

Tuttavia, nessun sistema biologico è perfetto, e il sistema di rinforzo dei globuli bianchi gestito da IL-6 può andare in tilt; e lì iniziano i problemi, perché il sistema immunitario, da nostro alleato contro i patogeni, può diventare il nostro peggior nemico. In caso di produzione eccessiva di IL-6, le cellule immunitarie vengono stimolate a produrre e liberare in risposta una serie di molecole segnale dette “citochine”, che servono per potenziare le risposte del sistema immunitario; lo stimolo porterà ad un’ulteriore liberazione di IL-6, ed il ciclo si ripete, creando un circolo vizioso difficile da interrompere. Tale condizione è detta “sindrome da rilascio di citochine”, e può portare complicazioni mediche di vario genere; nei casi più gravi è più corretto parlare di “tempesta di citochine” (o “Cytokine Storm”).

Una situazione simile si verifica nell’artrite reumatoide, una malattia autoimmune (causata da un malfunzionamento del sistema immunitario) in cui i linfociti “colonizzano” le articolazioni, infiammandole e erodendole, “convinti” di stare agendo per difendere il corpo umano da un nemico che in realtà è l’organismo stesso; per questo la Roche, casa farmaceutica specializzata in immunologia, dopo studi approfonditi su tale meccanismo, ha realizzato una molecola per bloccare l’effetto dell’ IL-6 sull’organismo e quindi liberazione eccessiva di citochine (appunto, il Tocilizumab), che nel 2009 ha completato le procedure di autorizzazione al commercio.
Una molecola “di successo”, che col passare del tempo ha trovato diverse applicazioni oltre a quelle per l’artrite reumatoide; in effetti, in ogni situazione in cui si osservi una tempesta di citochine in corso (o, in casi più lievi, una semplice sindrome da rilascio di citochine) il Tolicizumab può rivelarsi un valido sostegno terapeutico.

Situazione che in effetti pare si verifichi anche nei casi più gravi di infezione da Coronavirus, giustificando un utilizzo “off-label” (fuori etichetta) del medicinale; in diversi casi di infezione da Covid-19 la causa del decesso non sembra legata al Coronavirus “di per sé”, ma più probabilmente alla “disregolazione” del sistema immunitario che si verifica nel paziente a livello polmonare, specie se è un soggetto in età avanzata. Siamo quindi di fronte non ad un farmaco che impedisce la replicazione del Covid-19, ma che potrebbe alleviare una delle conseguenze più pericolose di un’infezione grave da Coronavirus. Di questi tempi, non poco! Ma lo strumento più importante per sconfiggere questa pandemia resta sempre quello: #iorestoacasa.

(Ruben Philip Impellizzeri)

Foto di copertina e in alto nel pezzo: immagine realizzata tramite microscopio a trasmissione elettronica di un isolato di Covid-19, resa pubblica dal CDC (Centers for Disease Control, USA; autori H. A Bullock e A. Tamin). Le particelle virali, di forma sferica, sono colorate in blu.

Foto nel pezzo (sotto): schema riassuntivo del meccanismo d’azione del Tocilizumab. La grafica del disegno è stata realizzata usufruendo delle componenti biologiche presenti nella banca dati “Servier Medical Art”.

FONTI:
1. Abbas e Lichtman, “Immunologia cellulare e molecolare”, ottava ed. (pp.79; 431-433; 521)
2. http://en.nhc.gov.cn/2020-03/07/c_77438.htm
3. https://web.archive.org/web/20090228170605/http://www.roche.com/media/media_releases/med-cor-2009-01-21.htm
4. https://www.thelancet.com/pb-assets/Lancet/pdfs/S0140673620306280.pdf
5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32114747
6. http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4227
7. https://www.roche.it/it/roche-si-fa-in-quattro.html
8. https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-14/coronavirus-ascierto-tocilizumab-napoli-7523704/