Bologna. L’aggiornamento di oggi (martedì 17 marzo) ci parla di 4mila casi positivi in Emilia-Romagna, 478 in più rispetto a ieri. 396 i decessi, comprese due persone di Medicina.

La situazione a Imola
Partiamo con la notizia di altri due decessi di residenti a Medicina: due persone di 87 e 88 anni ricoverati all’Ospedale di Imola presso il reparto Covid19 del 4° piano.
Sono 10 più di ieri le persone risultate positive al Coronavirus: 6 residenti a Medicina, 3 ad Imola e 1 a Borgo. Ad oggi salgono quindi a 100 i casi positivi nel Circondario Imolese (compresi i 12 decessi): 76 uomini e 24 donne; 80 residenti a Medicina, 14 a Imola, 3 a Castel San Pietro Terme, 2 a Dozza, 1 a Borgo Tossignano. Tra i positivi, 43 hanno più di 75 anni, 28 tra i 66 ed i 75 anni, 10 tra i 56 e i 65 anni e 15 tra i 36 e 55 anni e 4 tra i 26 e i 35.
Dalle 12 di ieri, 16 marzo, alle 12 di oggi sono stati in totale 64 gli accessi in Pronto Soccorso. Questa mattina alle 9 erano 7 le persone Covid+ ricoverate in Terapia intensiva del S. Maria della Scaletta e 21 i pazienti ricoverati con polmoniti severe al reparto medico dedicato al 4° piano.

Disinfezione di strade e marciapiedi
Sono tanti i cittadini che chiedono all’Ausl perché non vengono svolte operazioni di disinfezione delle strade e dei marciapiedi cittadini. “Purtroppo però, disinfettare o sanificare le strade non ha alcuna dimostrata efficacia quale misura di prevenzione contro il Coronavirus in un quadro epidemiologico come quello che stiamo vivendo – afferma in un comunicato l’Ausl di Imola -. Nessuna disposizione in tal senso è stata emanata dall’Organizzazione mondiale della sanità o dalle autorità regionali e nazionali. Esiste invece un parere dell’Arpae Piemonte che si è recentemente espressa negativamente in merito. Perché se non esiste alcuna evidenza sull’efficacia di questa pratica contro il Coronavirus, è invece assolutamente certo che spruzzare una soluzione di ipoclorito di sodio (varecchina o candeggina) lungo strade e parchi ha un effetto inquinante ed è irritante per le prime vie aeree di uomini ed animali. È il distanziamento sociale la misura principale per evitare di ricevere il contagio da persone sintomatiche o da persone oggi asintomatiche, ma che potrebbero sviluppare sintomi in pochi giorni; al tempo stesso è la misura principale per evitare di trasmetterlo, altrettanto inconsapevolmente.

La situazione in Emilia Romagna
In Emilia-Romagna sono complessivamente 4 mila i casi di positività al Coronavirus, 478 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano da 13.096 a 14.510 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali.

Complessivamente, sono 1.466 le persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 223 (26 in più rispetto a ieri). E salgono a 134 (ieri erano 88) le guarigioni, 117 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 17 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 346 a 396: 50, quindi, quelli nuovi; per 4 delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 26 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 3 in quella di Rimini, 4 in quella di Reggio Emilia, 3 in quella di Modena, 1 a Forlì e 3 in quella di Bologna, due dei quali a Medicina; due persone decedute erano residenti fuori regione.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 1.204 (131 in più rispetto a ieri), Parma 800 (93 in più), Rimini 578 (69 in più), Modena 460 (20 in più), Reggio Emilia 299 (58 in più), Bologna 333 (complessivamente 42 in più, di cui 10 a Imola e 32 a Bologna), Ravenna 124 (10 in più), Forlì-Cesena 144 (di cui 74 a Forlì, 22 in più rispetto a ieri, e 70 a Cesena, 19 in più rispetto a ieri), Ferrara 58 (14 in più rispetto a ieri).

Posti letto
Tra ieri e oggi in tutta l’Emilia-Romagna sono stati allestiti ulteriori 218 posti letto per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 2.262 a 2.480, tra ordinari (2.111) e di terapia intensiva (369).Un lavoro che procede a ritmo serrato, quello messo in campo dalla rete ospedaliera dell’intero territorio per attuare il piano di rafforzamento regionale.

Nello specifico: 606 posti letto aggiuntivi a Piacenza (di cui 40 per terapia intensiva), 585 a Parma (49 terapia intensiva), 342 a Reggio (42 terapia intensiva), 246 a Modena (66 terapia intensiva), 324 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (91 per terapia intensiva), 68 a Ferrara (21 terapia intensiva), 309 in Romagna (in particolare: 145 Rimini, di cui 23 per terapia intensiva; 56 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 55 Forlì, di cui 8 per terapia intensiva; 47 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva, 6 Lugo).

Volontariato
Ieri, 16 marzo, sono stati 156 i volontari operativi in Emilia-Romagna, per un totale di 1.507 dal 23 febbraio scorso. Tra i nuclei più consistenti quelli impegnati a Parma (39), Rimini (20) e Forlì-Cesena (15); fra le associazioni nazionali, risultano operativi 24 volontari Anpas, 4 Croce rossa italiana e 10 dell’Associazione nazionale alpini (Ana). Le attività più significative svolte dai volontari in questo periodo di emergenza da Coronavirus, vanno dall’aiuto ai Comuni nell’ assistenza alla popolazione, come ad esempio la consegna della spesa e dei farmaci alle persone più fragili, al supporto al servizio delle ambulanze (effettuato principalmente da Anpas E Cri); fino alla sanificazione delle ambulanze (attività svolta soprattutto a Fidenza). A queste attività si aggiunge il supporto tecnico alle più recenti installazioni per il pre-triage ospedaliero.