Lugo (RA). Cosa succede all’ospedale di Lugo? Da diversi operatori sono giunte notizie preoccupanti sulla riorganizzazione in atto in seguito all’emergenza Coronavirus, ma la direzione sanitaria cerca di tranquillizzare informando che dando seguito al piano per la Covid 19, l’Ausl Romagna sta gradualmente improntando le azioni organizzative necessarie, in questo contesto il presidio ospedaliero di Lugo divenbta un “Covid Hospital”, ad integrazione dell’ospedale di Ravenna, già impegnato con circa 100 letti a tale funzione. “Ma ciò non significa affatto che vi sia la chiusura del Pronto soccorso o che si proceda ad un depotenziamento dell’ospedale”, e l’Azienda adirà le sedi competenti contro chi sta facendo girare, in queste ore, notizie false e allarmanti in questo senso.

Stefano Busetti, direttore sanitario Ausl Romagna

Il quadro della situazione attuale è il seguente. In questa fase si stanno attuando gli spostamenti delle degenze/servizi allocati presso il “Padiglione B”, pari a 108 posti letto, e a seguire, se necessario, si attiveranno le azioni opportune per rendere fruibili i restanti posti letto allocati presso il “Padiglione A” pari a 129 posti letto, per un totale complessivo di circa 230 letti. Si procederà “isolando” 50 letti alla volta a seconda delle esigenze.

Per poter attivare già da subito le prime fasi sono previste le seguenti azioni organizzative:
– La Riabilitazione intensiva verrà trasferita presso l’Ortopedia di Faenza in quanto dotata di stanze e locali idonei per l’assistenza e la riabilitazione di questa tipologia di pazienti.
– Le degenze di Lungodegenza e Medicina interna saranno temporaneamente trasferite presso il Padiglione A al fine di rendere fruibili tali locali per pazienti Covid positivi.

Al fine di preservare l’assoluta sicurezza delle funzioni inerenti l’ambito ostetrico e pediatrico, non compatibili con la presenza nello stesso edificio di pazienti contagiosi, si rende necessaria già da questa prima fase una momentanea riorganizzazione del “percorso parto” e della pediatra: in particolare l’attività del punto nascita, della pediatria (con Osservazione breve intensiva) e dell’Ostetricia, si svolgeranno presso l’Ospedale di Faenza (salvo per le gravidanze a rischio che, come già in essere, vengono centralizzate a Ravenna). La Pediatria di Faenza, a tal fine, istituirà due letti “H24” a completamento dell’offerta di osservazione breve temporanea già attiva in quel presidio.

A Lugo, presso il padiglione C dell’”Umberto I”, e quindi ad opportuna distanza dai padiglioni A e B, saranno assicurate l’assistenza ambulatoriale per le gravidanze, la diagnostica prenatale invasiva, lo screening ecografico, l’esecuzione dei bi-test.

Si rende necessaria inoltre una rimodulazione dell’attività chirurgica, in relazione al coinvolgimento della Rianimazione nella gestione di pazienti critici a saturazione dei posti letto della Rianimazione di Ravenna.
Al momento rimangono normalmente funzionanti i servizi diagnostici, i poliambulatori e la sala gessi, i prelievi, la dialisi, l’oncologia, l’hospice, nonchè una parte della degenza internistica

Sempre più importante riveste il ruolo del Pronto soccorso dell’“Umberto I”, che oltre a continuare a dare la consueta risposta a tutte le emergenze della cittadinanza, rappresenta uno snodo fondamentale del sistema per la corretta gestione dei flussi dei pazienti. A tal fine è in fase di completamento la prevista attivazione della diagnostica radiologica all’interno dei locali del Pronto soccorso.

“In una situazione difficile ed inedita come questa è importante che tutti facciano la loro parte, e la Bassa Romagna e Lugo non si tirerà certo indietro – affermano il sindaco di Cotignola e referente sul Socio-santiario per l’Unione Bassa Romagna Luca Piovaccari e il sindaco di Lugo Davide Ranalli -. La Regione, di concerto con l’Ausl, ha individuato l’ospedale di Lugo come ‘Covid Hospital’, come importante misura, già sperimentata in altre aree d’Italia, di efficace presa in carico dei pazienti, anche nell’ottica di tutelare i pazienti non Covid. L’Azienda, in costante contatto e condivisione con i pubblici amministratori locali, sta approntando le modalità logistico-organizzative per dare seguito a questa operazione, che dimostra, tra l’altro, quanto l’‘Umberto I’ sia fondamentale nella rete ospedaliera dell’ambito territoriale ravennate. Importanza che dovrà continuare ad avere anche quando questa situazione particolare ed emergenziale, sarà terminata, speriamo il prima possibile. L’ospedale di Lugo, insomma, non uscirà depotenziato bensì valorizzato da tutto questo. Condividiamo con l’Azienda la necessità di procedere per step, e di iniziare la presa in carico di pazienti Covid a Lugo quando la struttura sarà pronta per riceverli, sia dal punto di vista strutturale, sia dal punto di vista delle condizioni di lavoro e delle protezioni individuali che come noto non abbondano, e che l’Azienda sta cercando di reperire in tutti in modi. La parola d’ordine sarà sicurezza, per tutti”.