Siamo tutti qui, nella prigione più bella del mondo.

Il Dio della bellezza non poteva scegliere una forma più straordinaria: uno stivale d’alta moda, poggiato nelle acque del mare Mediterraneo, il “mare nostrum”.

Mi incanta sempre guardare l’Italia dal cielo.

Se fossi un extraterrestre proveniente da una galassia lontana, e dovessi scegliere un posto dove atterrare, non avrei dubbi.

Alla fine della visita, nel mio rapporto intergalattico scriverei: italiani, esseri indecifrabili, capaci di comportamenti estremamente irrazionali, gesticolano con ogni parte del corpo, parlano ad alta voce, ma a volte con la bocca producono una musica bellissima e sono capaci di creare opere di indicibile bellezza. Secoli fa, nel 1500 data astrale terrestre, si racconta che un uomo di nome Michelangelo fu capace di creare, da solo, un’opera che ha dell’incredibile.

La chiamano “Cappella Sistina”, ed è stata generata utilizzando semplici gesti delle mani e piccole aste di legno intinte nei colori dell’arcobaleno: una tecnica da loro chiamata “pittura”.

Un certo Leonardo da Vinci, che aveva previsto quasi tutto quello che sarebbe accaduto nei secoli successivi, catturò un sorriso di una donna su una tela, tanto bello da sembrare vero. E non avevano ancora inventato la fotografia.

Insomma, meravigliosamente folli, pazzamente sconclusionati, sempre innamorati di qualcosa o di qualcuno. L’amore, a quanto pare, è una forma estrema di sentimento che provano gli umani, che fa prevalere la passione, o quella che loro chiamano “poesia”, al raziocinio, alla naturale propensione a pensare a se stessi, prima di ogni cosa.

Devo ammettere però, che mai ho visto nei miei interminabili viaggi intergalattici, tanta bellezza e tanta irrazionalità allo stesso tempo.

Giudizio finale: patrimonio dell’universo, da proteggere e seguire con attenzione ogni loro evoluzione in quanto difficilmente replicabile. Nel bene e nel male. 5 stelle galattiche

(Emilio Napolitano)