Ricordo le parole di Mario Draghi, confesso, con un pizzico di nostalgia: “La Bce farà di tutto per difendere l’euro e, credetemi, sarà sufficiente.” Tradotto, in una lingua alla quale siamo quotidianamente abituati: “Occhio, speculatori, ribassisti, venditori allo scoperto e affaristi di facili guadagni: vi daremo tante di quelle legnate che porterete cicatrici a memoria. E se non saranno sufficienti ve ne daremo ancora.

Al contrario e trovandosi più o meno in una situazione analoga di emergenza, la signora Lagarde non ha utilizzato eufemismi e in una decina di parole ha gettato le borse mondiali nell’affanno, facendo registrare alcune tra le maggiori perdite di sempre. Fin qui è storia vecchia, di qualche giorno fa, ma la non ricca Italia ne porta ancora i segni, i costi, le perdite di oggi e future: in un momento di non facile situazione, non ci voleva proprio.

Queste figure che decidono sulla vita di noi stessi ogni giorno, questi manager abituati a parlare dietro a importanti microfoni, protetti da cordoni invalicabili da giornalisti troppo curiosi e invadenti, dovrebbero avere, oltre alla specifica competenza, il dono della “misura”. Le loro parole pesano come macigni e hanno inevitabilmente il potere di smuovere posizioni di potere, di affari, di produzione e anche catene politiche altrimenti quasi intoccabili. Per questa semplice ma ineluttabile ragione viene loro richiesto un equilibrio che vale tanto quanto la decisione presa. Le parole della Lagarde non solo hanno gettato montagne di denaro al rogo, ma hanno costretto i vertici Europei a immediate precisazioni, prese di posizione, retromarce. E tutto ciò non è bello, in modo particolare se si attraversa un momento difficile, complicato, ostile, pericoloso.

Alcune voci si sono alzate e hanno suggerito la necessità di un cambiamento al vertice della Bce, ma state pur certi che non accadrà. Se voi tutti, nel vostro posto di lavoro, causate un danno tale da mettere in pericolo la solidità dell’azienda per la quale lavorate, state pur certi che la prima telefonata che ricevete sullo smart è quella dell’ufficio del personale che “desidera” vedervi quanto prima, ma ai vertici della casta tutto ciò non accade: un grande manager resta sempre un grande manager. Potrà arrecare danni, lasciare imprese in condizioni disastrose, non azzeccarne una, ma resterà pur sempre un grande manager. Non così per voi, normali per non dire mediocri: vi si può sostituire a piacere e in qualsiasi momento. Voi non vi chiamate Lagarde.

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(Mauro Magnani)