E’ davvero molto bello pensare al giorno d’oggi come eravamo e perché, ora, siamo così. D’altra parte lo affermavano anche i nostri nonni del secolo scorso: una bella sculacciata fa sempre bene. Altri tempi, altre famiglie, altre culture, ma … Effettivamente si è trattato un po’ più di una buona sculacciata, diciamo di una discreta dose di sculacciate e, come purtroppo spesso accade, non tutte sono finite sul sedere giusto.

Chi avrebbe mai detto che occorreva una buona epidemia per farci comprendere tante e ancora tante cose. Come se all’improvviso qualcuno, in una stanza da troppo tempo al buio, avesse acceso una lampada da 300 watt: quasi uno colpo basso inatteso, un manrovescio all’improvviso. Le tenebre se ne vanno e la luce ci aiuta a comprendere. Finalmente. Dopo tanti, o forse troppi anni di tenebra, condotti da politici chiacchieroni che erano incapaci o inadeguati, collusi o interessati, ciarlatani o furbi, l’impellente, drastica necessità ha fatto si che noi tutti, finalmente, fossimo in grado di distinguere.

Eppure stava scritto pure nella Bibbia che il tutto risiedeva nella fatale scelta tra il bene e il male. Così, quasi all’improvviso, abbiamo imparato a distinguere tra i ciarlatani che parlavano della necessità di colpire con decisione l’evasione fiscale da quelli che lo facevano davvero. Una valanga di denaro transitò dalle tasche dei soliti furbi e andò a rimpolpare quelle vuote della finanza pubblica e finirono in sanità, servizi, ponti che non crollavano, volte di gallerie che non finivano in testa agli sprovveduti automobilisti, pensione dignitose per i poveri di sempre e tanto altro.

Ricordo ancora molto bene, anche se la nebbia degli anni passati si fa sentire, quanti levarono in alto i cuori quando un ex- Presidente del Consiglio, tra un aperto sorriso e l’altro, si levò dalla sua villa nel sud della Francia (chissà poi perché non se era stato nella sua villa di Arcore a pochi chilometri da Milano… tanto di lì a poco se ne andò anche da lì!) e donò la bella cifra di 10.000.000 di €: alcuni “maligni” ebbero a dire che si trattava dei soldi che aveva evaso dalle tasse… Abbiamo rispolverato pagine e pagine scritte da un tal Cottarelli (adesso che ci penso bene non ricordo nulla di lui) e come d’improvviso i denari pubblici abbiano cominciato a finire nelle voci giuste e che il risparmio non era poi tanto male.

Poi, inaspettatamente, tanto inaspettatamente che a molti politicanti è mancata la classica terra sotto i piedi, si è imparato a distinguere tra quelli che tre giorni prima dicevano che non si poteva chiudere un paese dentro le proprie mura con la chiave e dopo che era necessario chiudere tutto lo Stato con una robusta porta. Improvvisamente ci è apparso chiaro e limpido che se la stessa operazione chirurgica, la medesima cura costa uguale in una struttura pubblica come in quella privata, ma quest’ultima a fine esercizio si mette in tasca un 24% delle proprie entrate, o l’ente pubblico è un incapace o l’altro non ti da poi la stessa cosa.

Inaspettatamente le cose hanno preso a girare per il verso giusto, si è provveduto a far si che i troppo ricchi lo fossero un po’ meno e che i diseredati e i poveri riuscissero a vivere con un po’ di dignità. Chi avrebbe mai detto che la scoperta dell’imparzialità di un virus ci avrebbe aperto gli occhi fino al punto di toccare con mano che è decisamente corretto che gli uomini sono tutti uguali. Sembra quasi impossibile, ma ancor oggi, verso l’imbrunire, si apre una finestra qua e una là, qualcuno si affaccia e inizia a cantare una canzone e ben presto da tante altre finestre si inizia a seguire lo stesso motivo. Ci si sorride poi, terminato, un saluto. Vero è che nei vicoli napoletani ci si accompagna con tegami, coperchi e mestoli fino a coprire le note della musica e le parole, ma è poi lo stesso.

Beh, insomma, non è che si sia risolto tutto, ma si sta un po’ meglio e si sorride un po’ più spesso.

(Mauro Magnani)