L’ingresso del Centro Antiviolenza di Trama di Terre

Imola. “La nostra piccola campagna territoriale #icentriantiviolenzasonoaperti nasce perché sappiamo come agisce la violenza familiare maschile all’interno delle mura domestiche -. Con queste parole ‘Trama di Terre’ annuncia la continuità dei suoi servizi.
L’idea è nata proprio da una donna con cui lavoriamo che ha posto la questione: Pensa tutte quelle donne bloccate a casa con chi le picchia“.
Le donne, in emergenza Covid-19, vivono segregate con uomini maltrattanti che hanno in questa situazione il pieno controllo sui movimenti e sulle azioni delle donne e dei figli/e. Diventa dunque difficile per una donna cercare aiuto e sostegno in questa situazione. Non solo, in un regime di isolamento dettato dall’emergenza sanitaria, le madri faticano doppiamente a chieder aiuto. Infatti, è probabile che ritengano giustamente pericoloso esporre i/le figli/e se stesse al rischio di contagio scappando dalla propria abitazione, non avendo la certezza di sapere con chi andranno a vivere e dove.
Se è vero che negli ultimi anni le donne faticano giustamente ad abbandonare la loro casa, la loro quotidianità e le loro abitudini, ancora più vero è in questo periodo in cui tutte e tutti noi siamo a rischio contagio.

Per questo motivo, pensiamo che pubblicizzare l’apertura dei Centri antiviolenza sia fondamentale per promuovere almeno l’accoglienza telefonica delle donne che chiedono aiuto, ma non solo. “Ricordiamo che le case rifugio, se libere, sono attive e aperte. Sollecitiamo le istituzioni governative locali e nazionali a pubblicizzare l’apertura dei centri antiviolenza presso gli esercizi commerciali, i luoghi di pubblica utilità e sui media, poiché questi sono gli unici luoghi, veri o virtuali, aperti e accessibili da tutte”.

Inoltre, per ridurre al minimo l’esposizione al pericolo delle donne vittime di violenza che trovano il coraggio di denunciare il maltrattante, “sollecitiamo un accordo tra le varie istituzioni e le forse dell’ordine affinché siano gli uomini ad essere allontanati (come l’applicazione della legge sul femminicidio consente nella parte in cui attribuisce alle forse dell’ordine il potere di procedere con il fermo, l’arresto o l’allontanamento urgente dall’abitazione familiare tutte le volte che si renda necessario). In questo modo sono le donne e i/le loro figli/e a rimanere nelle loro abitazioni al sicuro”.

Dopo questa emergenza, “ci auguriamo che le istituzioni si rendano finalmente conto che in questo sistema di protezione sono le donne a pagare il prezzo maggiore della violenza, prima e dopo una denuncia per violenze. Di fatto allontanare una donna, unitamente ai suoi figli, dalla propria casa vuole dire punirla per aver chiesto aiuto. Che questa emergenza ci permetta di riflettere e mettere in campo politiche reali di contrasto alla violenza maschile, davvero dalla parte delle donne maltrattate e che la responsabilità della violenza venga davvero agita nei confronti del maltrattante e non di chi denuncia e/o chiede aiuto, come ha cominciato a fare la procura e la provincia di Trento”.

Per informazioni: Trama di Terre : 3935596688