La domanda che taluni di noi si pongono è se queste eccezionali disposizioni restrittive, oltre a condizionare fortemente la nostra quotidianità, possano operare cambiamenti anche sulla nostra vita post-corona virus. E’ molto probabile che queste possano influire in modo decisivo su quello che è il nostro modus vivendi. Quando tutto questo finirà sarà difficile tornare alla normalità, soprattutto per quanto riguarda i rapporti umani: la violenza e la drammaticità di questa sconvolgente pandemia non è credibile che possa non influenzare i nostri comportamenti istintivi e istintuali.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Nell’immediato, ciò che appare più preoccupante è la convivenza forzata che ognuno di noi è obbligato a subire. Sono moltissimi coloro i quali non sono più abituati a coabitare per così tanto tempo, così questa nuova quotidianità a noi estranea può portare a situazioni di logoramento. Non riesco ad immaginare l’atmosfera di questi giorni in quelle situazioni di forte conflittualità; ho paura di pensare al dramma che molte donne e bambini stanno vivendo, obbligate a convivere 24 ore al giorno in stretto contatto con mariti e padri carnefici.

Ovviamente si tratta di casi limite, però non va negato che la chiusura prolungata nelle proprie case, unite ad alte dosi di stress, possa mettere in crisi anche la più collaudata delle relazioni coniugali. Comunque, le sollecitazioni che una convivenza forzata può dare non sono solo lacrime e sangue, ma anche momenti di riflessione e di progettualità condivisa. Il vero problema è che questa emergenza ci trova impreparati, soprattutto psicologicamente.

Tocca i nostri punti deboli, quali il nostro bisogno di salute, di sicurezza, di protezione. Ci trova impreparati perché questi scenari non li avevamo mai conosciuti se non dietro uno schermo cinematografico o televisivo, lasciandoci indosso un tale senso di irrealtà da generare eccessi di panico. Il nostro essere uomini e donne adulti dovrebbe regalarci la consapevolezza che la condizione di questi giorni non può essere la cartina tornasole della nostra relazione perché quella che noi stiamo vivendo non è la normalità, ma l’eccezionalità. Il nostro stress e la nostra insofferenza sono reazioni normali ad una situazione che normale non è.

(Roberto Matatia)