Sul sito byoblu, in un intervista al giurista di fama mondiale Ugo Mattei, viene posto in evidenza come per la prima volta, dalla fine della seconda guerra mondiale, quindi circa dalla fine del fascismo, viene censurato con leggi speciali, il diritto al pensiero critico. Secondo Mattei, la proposta di chiudere la rete internet, o chiudere per ora i siti o i blog, o i social che scrivono o parlano del virus attuale, è un’azione pericolosissima che è addirittura una violazione del diritto di libertà di parola.

Un’affermazione molto importante e carica di quesiti. Le limitazioni imposte e sostenute dalla emergenza e dalla sicurezza dei cittadini, arrivano ora a chiudere le pubblicazioni del pensiero dei cittadini?
Ma veramente siamo ancora in uno stato di diritto o qualcuno sta compiendo un azione che non sappiamo dove ci porterà?
Quindi solo i mass media allineati con il pensiero, non si capisce bene di chi, possono continuare a esprimere parola?
Emergono allora molte cose sulle quali possiamo, per ora farci domande.


Nella riunione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, il Presidente del Consiglio, Conte, delibera: “Vista la dichiarazione di emergenza internazionale di salute pubblica per il coronavirus (Pheic) dell’Organizzazione mondiale della sanità del 30 gennaio 2020. (….) Dichiarato per sei mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.”

L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), come spiega Mattei nel video di byoblu, ha avuto diversi conflitti di interessi. Il Sole 24 Ore, nel 2011 scrisse: “il 76 % del budget dell’Oms è costituito da donazioni volontarie”. Tra le donazioni volontarie, quella più cospicua arriva dalla Fondazione Bill e Melinda Gates.

Le donazioni private, nel biennio 2016-2017, le donazioni private arrivano a quasi 5 miliardi dollari. Il 90 % del budget dell’Oms.

Donazioni all’Oms arrivano anche da case farmaceutiche come Glaxo, GSK, Pfizer e Novartis. Il conflitto di interessi viene evidenziato da esponenti di diverse nazionalità, dalla dottoressa Nicoletta Dentico, di “Medici senza frontiere”, e dalla scrittrice e attivista indiana, Arundhati Roy, la quale afferma che Gates, “con la sua fondazione, può comprare le politiche dei governi, determinare i programmi universitari, finanziare ONG e attivisti. Quei soldi danno (a Gates e al capitalismo finanziario) il potere di plasmare il mondo come vogliono.”

Una coincidenza che gli stessi partiti, di maggioranza e opposizione in Parlamento, siano gli stessi che hanno avviato già anni fa lo smantellamento della sanità pubblica per privatizzarla, e che oggi sono collegati con queste organizzazioni mondiali strettamente legate a imprese farmaceutiche private, e che, ancora queste grandi organizzazioni mondiali hanno riconosciuto enti sanitari privati come l’Icnirp?

Il dottor Agostino Di Ciaula, presidente del Comitato scientifico dell’International society of doctors for environment (Isde), ha sollevato forti critiche nei confronti del rapporto Istisan 19/11, a seguito appunto delle conclusioni Istisan non corrispondenti alla realtà (commenti-su-ISTISAN-ISDE-2).

Ricordo che l’Istisan ha dichiarato che non c’è relazione tra tumore al cervello e uso del telefono cellulare. Critiche che si espandono anche nei confronti dell’Icnirp (International commission on non ionizing radiation protection – Commissione internazionale per la protezione delle radiazioni non ionizzanti). L’Icnirp è stato riconosciuto anche dall’Oms, e forse può essere utile aggiungere anche questa informazione, cioè che L’Icnirp è nato come istituto privato.

In conclusione la domanda sono: cosa sta succedendo? Esiste un forte conflitto tra mondo della scienza? E’ determinato dal denaro o da altro? E il mondo della politica che oggi limita sempre più le libertà individuali nel nome della sicurezza, a chi sta obbedendo?

L’Oms è indipendente o deve rispondere a politiche di privatizzazione? Questa vicenda del virus è funzionale a una serie di politiche repressive e di sanità privata?

Con quali conseguenze? Gestite da chi?

(Giuliano Bugani)