Roma. Francesca Re David, segretaria generale Fiom, la riuscita dello sciopero di mercoledì 25 marzo in Lombardia e Lazio ha portato all’accordo col governo che riduce le attività essenziali.

Francesca Re David, segretaria nazionale Fiom

“Sì, era importante. Raccogliere i dati di questo sciopero è stato difficile perché ci sono molte aziende già ‘in fermata’ e molti lavoratori in smart working ma sapevamo che ci sarebbe stata grande partecipazione perché i lavoratori erano esasperati dall’idea di dover andare a lavoro, mentre a tutti viene detto di rimanere a casa. La nostra mobilitazione va avanti da settimane: è dal 15 marzo che abbiamo deciso unitariamente di dare copertura a chi non era al lavoro.”

Quali aziende i rimarranno chiuse perché non più “indispensabili”?
“Sono molte. A partire dalla costruzione di macchine agricole alla Cnh di Jesi, agli elettrodomestici e al packaging non legato alla filiera alimentare o medicale. Si tratta di migliaia di imprese che dovrebbero ridurre il numero di lavoratori a circa il 30% del totale. Il comportamento di Confindustria è stato irresponsabile perché ha messo il profitto davanti alla salute dei lavoratori, ma anche miope: gran parte dei settori come automotive e macchine meccaniche sono senza ordini perché è fermo il gigante tedesco. Stanno quasi tutti facendo solo ‘magazzino’, mentre potranno continuare a fare manutenzione, con pochi lavoratori coinvolti”.

Ora meno fiducia in Conte?
“Serve premettere che ci troviamo in una situazione completamente inedita. Anche stabilire i settori indispensabili è molto difficile. Dopo la lettera di Confindustria – che ha dimostrato la grande cecità di buona parte delle imprese che non hanno capito come i lavoratori non sono contenti di stare a casa in “cassa” a 700 euro al mese ma lo fanno perché ci tengono alla loro salute e a sconfiggere il virus – le confederazioni hanno minacciato lo sciopero generale e noi lo abbiamo fatto in Lombardia e Lazio. Il governo ha certamente dato credito alle pressioni di Confindustria – sbagliando – ma noi guardiamo ai risultati finali: abbiamo tutelato i lavoratori e ridotto le imprese aperte”.

Ma c’è la deroga del prefetto. Funzionerà la direttiva del ministro Lamorgese a coinvolgere i sindacati nella decisione?
“È un risultato importante perché abbiamo notizia di migliaia di richieste soprattutto da imprese lombarde. Monitoreremo giorno per giorno la situazione. Anche rispetto al settore difesa – ora non abbiamo bisogno di armi – e dell’aerospazio – le fusoliere costruite per la Boeing, che è chiusa. Ora dobbiamo concentrarci totalmente sul rispetto del Protocollo sulla sicurezza e la salute del 30% circa di lavoratori rimasti nei settori essenziali”.

Non era scontato nemmeno mantenere l’unità con Fim e Uilm.
“Con Fim e Uilm abbiamo condiviso ogni scelta dal 15 marzo: l’unità ha dato la forza per ricomporre in questa crisi gravissima il ruolo di lavoratore con quello di cittadino”.

(a cura di m.z.)