Imola. Pierfranco era Unitalsi, era il deus ex machina delle Rogazioni, era il cofondatore di Progetto Imola, era tanto ancora, ma era soprattutto un Amico dal profondo 1964, quando entrato nella Dc incrociai il suo centrismo Polettiano, interpretato in sede imolese dal granitico Giuseppe Gamberini.

Pierfranco Santandrea

Colpito da una malattia severa, ne usci miracolosamente e dimostrò riconoscenza servendo la Chiesa, le sue Opere e affrontando le avversità che la Vita gli opponeva con cristiana sopportazione.

Seppure in amicizia, si dimostrava alternativo alla corrente morotea e in generale alla sinistra Dc: a Millo Rubbi, egli opponeva Pierferdinando Casini. Erano comunque tempi gloriosi per tutta la Dc Bolognese che poteva vantare una carrellata parlamentare e ideale di alto livello: Andreatta, Casini, Marabini, Tesini, Rubbi.

In questo mare magnum, così ricco di sfumature politico-culturali, Santandrea restava a pie’ fermo un cattolico fervente refrattario all’odore sia pur evanescente di sinistra, spalleggiato in toto dal poderoso fratello Vittorio, pompiere senza macchia e senza paura.

In Consiglio comunale, il nostro interveniva in modo rispettoso, asciutto, documentato e sempre con argomenti idi carattere sociale, tanto che una volta gli chiesi come potesse da uomo con animo centrista riuscire a cavalcare tematiche proprie della sinistra, pur se moderata. Mi rispose che i cristiani guardando in alto vedono con chiarezza le esigenze della gente, soprattutto di quella parte più disagiata.

Ma il meglio lo dava quando in testa alla processione d’ ingresso della Beata Vergine del Piratello in Imola guidava fedeli e autorità con il piglio di consumato e ispirato responsabile organizzativo.

Ci siamo incontrati ai tempi dell’Asp (Azienda servizi alla persona) per portare a termine sotto la presidenza Poli alcune utilità a favore di opere caritative che stava seguendo.
Poi il buio e ora la Luce che avvolge per l’eternità le anime vissute in Cristo e per Cristo.

Ciao Pierfranco!

(Vittorio Feliciani)