Bologna. Una batosta di notevoli proporzioni si è abbattuta sull’agricoltura della nostra regione. Il gelo della settimana scorsa ha praticamente messo in ginocchio la frutticoltura e ha fatto anche gravi danni agli ortaggi. Una calamità che si va ad aggiungere a ciò che tutti stiamo vivendo in questi giorni. Abbiamo avuto modo di sentire diversi produttori e quasi tutti ci hanno parlato di una situazione che non si vedeva da tempo. In pratica il gelo ha colpito ovunque, paradossalmente di più in pianura. dove si sono registrate temperature di – 5. che in collina, dove il danno esiste, ma sembra si sia sviluppato a macchia di leopardo. Comunque se in questi casi si parla del 60, 70% del prodotto, in pianura si rasenta il 90%. La frutta primaverile è praticamente andata, ma anche quella successiva ha avuto seri problemi in quanto il gelo ha colpito le piante in fiore. Ma anche gli ortaggi ne hanno risentito. Intanto, purtroppo, anche per l’inizio della prossima settimana è previsto maltempo, si spera almeno ch ele temperature non tornino a scendere sotto lo zero.

“In pianura bolognese le basse temperature di questi giorni, con punte di – 5°, si abbattono su uno stadio fenologico delle piante estremamente anomalo per questo periodo alle nostre latitudini. Condizione che rischia di portare ulteriore aggravio alla situazione economica e sociale che stiamo già vivendo – si legge in una nota di Legambiente -. A primavera ormai iniziata, la gelata di questi giorni fa registrare la temperatura minima più bassa in Emilia Romagna dall’inizio dell’inverno (-11° C il 24 marzo nella stazione di Lago Scaffaiolo, nel modenese). Si conferma così una crisi climatica in atto anche nella nostra regione”.

Dopo un inverno praticamente assente (con temperature molto al di sopra della media, senza neve e con pochissime precipitazioni in pianura), le piante sono ad uno stadio molto avanzato di fioritura. Come gli albicocchi, già in piena fioritura e addirittura le primizie con i frutti già in stato avanzato nelle nostre campagne almeno dalla fine di febbraio (con più di una settimana di anticipo).

“Questa situazione di sfasamento del ciclo vegetativo è la vera particolarità climatica di questi giorni, ancora prima della gelata, fenomeno non del tutto insolito nel mese di marzo, ma che incrociandosi con gli effetti del cambiamento climatico si è dimostrata letale – continua Legambiente -. Da maggio dell’anno scorso quasi ogni mese i report di Arpae hanno registrato picchi anomali di parametri climatici: piogge estreme, temperature elevate, siccità. La temperatura media dello scorso febbraio è stata la più alta dal 1961”.

La gelata darà dunque un ulteriore brutto colpo al comparto agricolo, un settore economico finora meno colpito dai provvedimenti sul CoVid19, ma che sta già vivendo le difficoltà incorse dalla comparsa delle “Cimice Asiatica” (Halyomorpha alys), amplificate dalla crisi climatica e dagli inverni miti.

“La situazione di questi giorni ci ricorda dunque l’altra grande sfida che la nostra comunità dovrà affrontare quando avremo superato il Coronoavirus: quella del clima. Si tratta di un monito da tenere a mente anche in questo momento di grande fragilità, perché mettere la nostra società al riparo da rischi significa anche essere consapevoli che gli eventi climatici estremi non ci daranno tregua. Il maggio del 2019 è stato tra i più piovosi del dopoguerra, con diverse alluvioni che hanno colpito l’Emilia Romagna: è bene incrociare le dita per i prossimi mesi, nella consapevolezza che sarà necessario ripartire con il piede giusto”, conclude Legambiente.

I provvedimenti della Regione
“Un’altra dura prova per il comparto ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna già alle prese coi danni provocati dalla cimice asiatica e dall’emergenza Coronavirus. Siamo dispiaciuti per tutto quello che stanno attraversando i nostri agricoltori e imprenditori, ma voglio dire loro che non li lasciamo certo da soli. Siamo e saremo al loro fianco per affrontare tutti insieme e con tutti gli strumenti possibili, anche questa ulteriore criticità”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, interviene sulle brinate e le gelate che la scorsa notte hanno interessato ampie zone dell’Emilia-Romagna.

“Da subito – prosegue l’assessore- ci siamo subito attivati per verificare l’impatto delle gelate tardive sulla produzione di frutta e verdura e per capire quali possibili meccanismi potremo mettere in campo a sostegno di un comparto fondamentale per l’intera regione. Attraverso Arpae abbiamo fatto una prima mappatura delle zone interessate dalle gelate che riguardano in maniera diffusa tutta la pianura in cui si sono registrati valori inferiori a -5°. Al momento – chiude Mammi – è ancora prematuro fare una stima precisa dei danni ed è bene seguire il sistema di allerta di Arpae per attivare, laddove presenti, sistemi di prevenzione e tutela dei frutteti perché l’influsso di aria fredda continuerà anche nei prossimi giorni, seppure con punte meno estreme nelle minime”.

Raccolta delle segnalazioni
È già partita la raccolta delle segnalazioni da parte dei singoli imprenditori agricoli e dei Caa (Centri di assistenza agricola) dell’effettiva entità delle perdite registrate in campagna, che giorno dopo giorno si stanno rilevando in tutta la loro gravità.

Oltre alla procedura semplificata e completamente on line, la Regione sta attivando anche una raccolta massiva dei danni per il tramite dei Caa o delle organizzazioni professionali, per una mappatura completa delle gelate a sostegno della richiesta al ministero delle Politiche agricole del riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento calamitoso. Richiesta propedeutica all’attivazione degli aiuti e degli interventi di sostegno previsti dalla normativa nazionale in caso di avversità atmosferiche.

L’area del territorio regionale interessata dall’ondata di gelo polare, che sta proseguendo, abbraccia quasi tutta la pianura e la prima fascia collinare, da Piacenza alla Romagna. Le colture più danneggiate sono quelle frutticole, a partire da kiwi, ciliegie, albicocche. Segnalati problemi anche per le barbabietole di recente semina.

Per segnalare i danni subiti gli agricoltori possono andare sul sito della Regione e compilare l’apposito modulo, indicando la superfice e il tipo di coltivazioni danneggiate. Saranno poi i servizi territoriali della Regione, compatibilmente con le restrizioni agli spostamenti dettate appunto dell’emergenza Coronavirus, a procedere con le verifiche necessarie per stabilire l’entità dei danni.