Il centro antiviolenza Trama di terre

Nei giorni scorsi la rete dei Centri antiviolenza Di.Re. ha promosso la campagna #icentriantiviolenzasonoaperti per comunicare l’apertura dei centri anche in questo periodo di emergenza da Coronavirus, in cui è in vigore la disposizione di restare a casa, sia a Imola sia a Castel San Pietro. Perché, purtroppo, la violenza sulle donne non conosce restrizioni anti-contagio e anzi ci esorta a riflettere sul potenziale pericolo insito nelle restrizioni alla circolazione e nelle raccomandazioni di restare a casa.

I centri antiviolenza presenti sul nostro territorio di Trama di Terre e PerLeDonne sono aperti per ricevere eventuali richieste di aiuto. Trama di terre è contattabile al n. di tel. 393 5596688 e aperto dalle 9 alle 17 e su appuntamento nel weekend. PerLeDonne è contattabile al n. tel 370 3252064 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. E’ sempre attivo anche il numero nazionale 1522.

Tutti gli altri attori della rete antiviolenza del nostro territorio rimangono a disposizione: Asp Circondario imolese 0542 655911; Ausl Consultorio familiare 3351357088; 118 e Pronto Soccorso; Forze dell’ordine 113 Polizia di Stato 112 Carabinieri.

L’invito è quello di sostituire il #iorestoacasa con #iostoalsicuro.

Pure l’Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme sostiene la campagna #icentriantiviolenzasonoaperti e divulga su tutti i suoi canali l’informazione che i centri antiviolenza attivi nel territorio del Circondario Imolese continuano a garantire ascolto e colloqui telefonici.

“I centri antiviolenza sono aperti. E’ il messaggio che vogliamo aiutare a diffondere – afferma Giulia Naldi, assessora alle Pari Opportunità del Comune del Sillaro – poiché il fenomeno della violenza di genere non si arresta davanti ad una gravissima emergenza sanitaria come quella in cui ci troviamo. E’ fondamentale essere consapevoli che ogni donna che riceva maltrattamenti all’interno delle mura domestiche, possibilità forse acuita a causa dell’isolamento cui siamo tenuti, ha il diritto di presentarsi ai centri di antiviolenza presenti sul territorio o alle forze dell’ordine. Le misure cui siamo sottoposti per contenere il contagio non devono limitare in alcun modo la possibilità di chiedere aiuto, le istituzioni ci sono”.