L’immagine di quell’Uomo solo in quel l’immensa è bellissima piazza va ben oltre il messaggio che Francesco ha fatto pervenire a tutti noi con le sue parole lanciate nel vuoto e nel silenzio. Un’immagine di una forza, di una bellezza e di una vastità che non lascia spazi a dubbi o interpretazioni di sorta: sei solo, Uomo, solo nel bel mezzo del tuo mondo fatto di immagini riflesse a tua solitaria somiglianza, solo nei tuoi miraggi lontani nei quali credi, solo nei tuoi mille lustrini che brillano nel vuoto, solo con le tue paure e timori fin troppo reali.

La meravigliosa prospettiva che unicamente un genio eccelso poteva immaginare accoglie in un assoluto silenzio il grande abbraccio dell’uomo al quale rimane solo la preghiera. Tutto attorno l’immenso colonnato, la grande è bellissima facciata, le decine di statue che osservano dall’alto e dal loro silenzio nulla possono contro la forza, la tenacia, la consapevolezza di quell’Uomo solo.

Lo sport è la forma di vita che abbiamo scelto ci ha abituati ad individuare nell’uomo solo un vincitore di gare, un uomo capace di gareggiare contro se’ stesso o contro il tempo, un uomo quasi abituato a superare limiti e assaporare il successo, ma non siamo pronti ad immaginare un Uomo solo al cospetto della sua miseria, un uomo a cui resta solo (e scusate se è poco) l’arma della propria fede in tutta la sua eterna solitudine.

Ancora una volta Francesco ci ricorda quale sia la vera ed unica essenza della vita e lo fa con un gesto immenso, come quella piazza vuota e silenziosa. Un abisso rispetto a quella stessa piazza spesso gremita di una folla plaudente e festante.

Raramente, davvero quasi mai, un grido tanto forte e’ riuscito ad invadere un silenzio tanto fondo, una solitudine tanto devastante, una consapevolezza raggiunta a fatica, un profondo dubbio inespresso.

Chiusi nelle nostre case, tra le nostre fragili mura, il messaggio di un uomo come noi, come tutti noi, solo in un’immensa è bellissima piazza.

(Mauro Magnani)