Le donne in piazza a Roma contro la violenza

Nei giorni scorsi due campagne #noicisiamo della rete nazionale dei centri Di.Re. e quella locale di Trama di Terre #icentriantiviolenzasonoaperti avevano posto l’attenzione sulla condizione delle donne che subiscono violenza, in queste settimane di emergenza sanitaria. La spia di allarme, il netto calo delle richieste di aiuto rispetto alla media. I necessari provvedimenti restrittivi adottati dal Governo e dalla Regione, mettono le donne che convivono con compagni violenti ancora più alle strette. Il rischio è la situazione critica, emergenziale che potrebbe conseguirne quando il confinamento domestico avrà termine. Un allarme condiviso dalle Ministre alle Pari Opportunità, Bonetti e all’Interno Lamorgese. Quest’ultima segnala a fronte di un calo dei reati sul territorio del 64,2%, ovviamente dovuti ai provvedimenti su citati, il preoccupante calo ufficiale dei maltrattamenti in famiglia (-43,6%). In altre parole l’effetto positivo delle restrizioni nel primo caso è negativo nel secondo.

Anche la CGIL regionale ha emesso un comunicato nei giorni scorsi in cui esprime forte preoccupazione. La Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola ha scritto al Comune, al Circondario, all’ASP e all’ASL invitandole a pubblicare sui rispettivi siti in bell’evidenza le due campagne per divulgarne in modo più esteso il messaggio.

Ora è la volta delle Associazioni femminili e femministe del Circondario imolese (U.D.I., Trama di Terre, Coordinamento donne CGIL, Coordinamento donne Spi-CGIL, Coordinamento donne A.N.P.I., PerLeDonne) che, con una iniziativa coordinata, si aggiungono al coro di preoccupazione invitando a loro volta la diffusione del messaggio della continuità del servizio dei Centri antiviolenza a Imola. Si rivolgono alle Istituzioni e ai mezzi di stampa e di informazione. Nel comunicato si invita a non abbassare la guardia sulla violenza, visto anche l’episodio di accoltellamento occorso il 17 marzo scorso a Borgo Tossignano.

“Dall’inizio di questa emergenza sanitaria si è verificato un drastico calo delle richieste di aiuto ai Centri in tutta Italia”, recita il comunicato. “Nei due centri antiviolenza di Imola, Trama di Terre e PerLeDonne, si riscontra la medesima tendenza e per questo  esprimono forte preoccupazione per la situazione critica che potrebbe esplodere alla fine dell’emergenza. La crisi economica che si profila, le ripercussioni sui contratti dei lavoro precari e sugli stipendi già modesti, metterà molte donne in maggiore difficoltà rinunciando a fare scelte di allontanamento dall’uomo maltrattante, non avendo i mezzi economici per farlo”.

“Dall’entrata in vigore dei provvedimenti restrittivi” continua il comunicato, “sono dimezzate le richieste pervenute al Centro antiviolenza di Trama di Terre, mentre tre sono quelle pervenute al Centro antiviolenza di PerLeDonne, tutti con alti livello di rischio e di gravità. Apprezziamo il provvedimento della Procura di Trento di questi giorni che ha deciso di allontanare l’uomo violento e non la donna e i figli come avviene di solito. Un provvedimento coraggioso che applica la legge a sostegno della donna che ha subito violenza”.

Le Associazioni si uniscono alla sollecitazione dello sblocco dei 50 milioni stanziati per il biennio 2019-2020 da parte della Regione. Dal canto suo la Regione Emilia Romagna ha inviato una lettera ai Comuni per informarli delle azioni che si stanno intraprendendo in materia invitandoli a segnalare le necessità dei Centri antiviolenza sui territori al fine di garantire risposte adeguate.

Centro antiviolenza di Trama di Terre: aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, sabato e domenica su appuntamento; tel. 393 5596688: lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 8 alle 20; martedì e giovedì, dalle 8 alle 18.

Centro antiviolenza di PerLeDonne: tel 370 3252064 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.

Numero nazionale antiviolenza 1522 attivo tutti i giorni 24 ore su 24

(v.g.)