Conselice. La vita ai tempi del coronavirus è certamente difficile per tutti. Non essendoci alcun “manuale” su come affrontare l’emergenza, in queste settimane ho cercato di comportarmi – da primo cittadino – seguendo le stesse finalità e modalità operative che mi hanno sempre guidato in questo ruolo e cioè con cura e attenzione mettendo al primo posto le persone e le imprese, assumendo decisioni per il bene comune con grande responsabilità e spirito di servizio.

Ci sono parole che meglio di altre descrivono il momento che stiamo vivendo sicuramente storico che segnerà un prima e un dopo: il silenzio assordante, la responsabilità condivisa, l’unità nell’isolamento.

Con queste parole giorno dopo giorno comprendendo la gravità della situazione tutti noi abbiamo fatto i conti con le nostre fragilità personali e collettive poi, con la drammaticità dei lutti e della malattia, con lo sconforto delle persone, con la precarietà dei lavoratori in proprio obbligati allo stop e dei dipendenti senza lavoro, con il cambio repentino dei comportamenti e delle priorità di vita personale e della comunità.

Prima di tutto ho agito per il coinvolgimento della comunità, perché credo che a maggior ragione in una fase come questa sia fondamentale che diventino protagonisti i valori di civismo e di mutuo soccorso (del resto, anche Papa Francesco ha appena sottolineato in mondovisione che “nessuno si salva da solo”).

In secondo luogo, l’attenzione verso le fasce più deboli della popolazione, cercando di coordinare il lavoro dei volontari che si occupano delle persone sole o anziane, e contattandole di persona periodicamente, sia per sapere come stanno e per capire se hanno necessità specifiche, ma anche solo per portare loro un conforto, come so che stanno facendo in tanti.

Come ultima cosa, non meno importante delle altre, cercando di moltiplicare e diversificare la comunicazione che l’ente pubblico, ma anche io stessa come sindaco, può e deve dare ai cittadini, in maniera chiara e frequente. Soprattutto in una fase come questa, nella quale siamo costretti principalmente a restare a casa, mantenere la consapevolezza di quel che accade attorno a noi sia fondamentale: e se i media nazionali, o comunque il web, sono certamente puntuali nel raccontarci i “grandi numeri” e quel che accade in Italia e nel mondo, credo che sia invece importante informare con continuità i cittadini di quel che riguarda il nostro territorio. Ecco perché in questo periodo abbiamo cercato di implementare le modalità di comunicazione, potenziando non solo gli strumenti ufficiali del Comune (il sito internet, la pagina web, i comunicati stampa da inviare ai giornali), ma trovando anche soluzioni più dirette di contatto, sia per informare che per rispondere a tutte le legittime richieste di una cittadinanza comprensibilmente spaventata e a volte smarrita.

Ormai da un paio di settimane, allora, ho attivato un aggiornamento serale dei dati locali del virus e di tutte le altre informazioni utili, spedendo una comunicazione diretta attraverso il mio profilo whatsapp a tutti i cittadini di cui ho il cellulare e inserendola poi nella mia pagina facebook personale: un’iniziativa che mi pare sia molto apprezzata, ma che soprattutto spero possa essere utile alla cittadinanza. E, sia tramite whatsapp che attraverso facebook, da quando ho iniziato questo appuntamento quotidiano sono state diverse le domande da parte dei cittadini, a cui ho cercato di dare risposte esaurienti e tempestive.

Queste sono le linee principali che guidano l’attività di queste settimane, a cui si aggiunge naturalmente il “normale” lavoro da sindaco, che pure in queste settimane è quasi esclusivamente dedicato ad attività legate all’emergenza (dalle riunioni virtuali con gli altri sindaci e con le varie autorità sanitarie, al coordinamento della polizia municipale, e comunque più in generale al tener d’occhio nella maniera più attenta possibile la situazione sul territorio, in particolare le emergenze principali). Devo sottolineare che, soprattutto nei giorni iniziali dell’emergenza, sono stata molto “dura” nello spingere i miei concittadini a restare a casa, con ogni tipo di modalità (compresi gli audiomessaggi attraverso le automobili): qualcuno potrà anche pensare che ho esagerato, ma io ritengo che in una situazione così delicata l’input di rimanere in casa fosse – e resti ancora oggi – il più importante di tutti…

(Paola Pula,  sindaco di Conselice)