Ma ce ne siamo accorti che viviamo online da molto tempo? il Covid 19 ha accentuato sensibilmente la nostra dipendenza dalla rete, dall’economia dell’on demand, e ora che siamo in quarantena ci rendiamo conto che qualcosa potrebbe cambiare, magari è già cambiato per sempre.

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Hai bisogno di fare la spesa? Basta utilizzare l’app sul tuo smartphone. Hai bisogno di medicine? Basta un messaggio su whatsapp. Necessiti di nuovi vestiti? Ci sono numerose piattaforme di e-commerce a tua disposizione. Ecco, in maniera molto sintetica, che cos’è quella che Lauren Smiley ha definito “shut-in economy”, cioè l’economia legata all’isolamento obbligatorio per via della epidemia mondiale di covid 19.

A pensarci bene è qualcosa che parte da lontano, da quando questi servizi e queste piattaforme sono entrati nelle nostre vite, assieme a smartphone e tablet. Il poter comprare qualsiasi cosa, in qualunque modo, posto e momento, ha reso psicologicamente superfluo immaginare ogni nostro spostamento casa-negozio, per non parlare dei posti più affollati come i centri commerciali.

Le pubblicità in televisione, sul web e in radio, già battono molto sul tasto della “shut-in economy”, invitandoci a compare rigorosamente on demand prodotti di qualsiasi tipo. L’epidemia ci ha portato nelle nostre case, ancora più film e serie tv (da Netflix ad Amazon, da Google a Disney), programmi televisivi di varia natura, interi set da palestra, cibo in grandi quantità, vestiti, medicine, mentre per scambiare due parole con amici e parenti c’è whatsapp, facebook. Insomma, forse non ce ne siamo accorti, ma stiamo vivendo completamente online.