Sant’Agata sul Santerno (RA). La situazione che stiamo vivendo è sicuramente inedita e credo che pochi (o nessuno) si sarebbero immaginati quello che sta succedendo. Anche io all’inizio non avevo riconosciuto la vera portata del problema. Nel fronteggiare l’emergenza si sono alternati stati d’animo contrastanti e altalenanti.

Prima un senso di lieve paura di fronte ai dati, ai racconti e alle immagini che venivano dalle zone del mondo e d’Italia più colpite. Poi un senso di esagerazione di fronte alle prime misure di restrizione delle libertà, a partire dalla chiusura delle scuole, con la voglia di ritornare subito alla normalità. E così via via, decreto dopo decreto, di fronte a dati che peggioravano, ad ogni intervento in televisione del Presidente del Consiglio che limitava le nostre libertà si alternavano grande paura e senso di esagerazione.

La guerra contro un virus è una guerra strana. Sì perché di solito quando si parla di guerra, almeno nel mio immaginario, penso a giornate cupe, con il frastuono delle bombe, dei mezzi militari, degli spari delle armi da fuoco, i crolli degli edifici e un nemico cattivo, ben riconoscibile, con un fucile in mano.

E invece no. Nei primi giorni di emergenza il meteo era splendido, con bellissime giornate di sole che facevano a pugni con la privazione della libertà di muoversi.

Inoltre lo stare a casa (cosa che ormai mi ero scordato) mi ha portato a vivere pomeriggi tranquilli, nel mezzo del silenzio, senza auto per la strada. Infine il mantenimento di una distanza di sicurezza dai propri cari per non far circolare il virus.

Questa guerra inedita la stiamo combattendo in un dolce clima primaverile, nella tranquillità e nel silenzio delle nostre case e dei nostri cortili, a tu per tu con nostro nemico che in questo caso sono le persone che amiamo, che non possiamo abbracciare perché potremmo trasmetterci il virus e ucciderci a vicenda. Questo la rende una guerra molto strana.

Lo stato d’animo che ho descritto è quello che ho riscontrato anche nella popolazione di S.Agata sul Santerno. Prima una lieve paura, poi quel senso di esagerazione, poi la consapevolezza del grande problema che abbiamo intorno a noi. Devo dire che i santagatesi non ci hanno messo troppo tempo a capire la situazione che stavamo vivendo e, dopo un normale periodo di assestamento, sono entrati subito nell’ottica del problema. Ancora una volta abbiamo dimostrato di essere una comunità responsabile.

Anche in Comune il nostro personale ha dato dimostrazione di grande maturità, mettendosi come sempre a disposizione e dando il massimo per fronteggiare l’emergenza.

In questo momento capisci quanto sia importante far parte di una Unione di Comuni. Lo sforzo collettivo è palpabile e la grande abnegazione, competenza e specializzazione del personale sta dando risposte sopra ad ogni aspettativa, con una velocità e qualità che nessun comune da solo sarebbe stato in grado di assicurare. Ancora di più per un Comune piccolo come il mio.

Non solo, il fatto di essere nove sindaci e nove amministrazioni, che a volte può essere visto come un appesantimento, devo dire che in questa situazione invece ha profondamente arricchito il dibattito e la ricerca di soluzioni, con tanti spunti da parte di tutti, che ci hanno consentito di trovare tante strade per la risoluzione dei problemi. Di questo devo ringraziare ovviamente la mia giunta e il consiglio comunale, ma anche tutti gli altri sindaci dell’Unione, ognuno con il presidio del proprio settore di competenza e ottimamente guidati dalla Presidente Eleonora Proni, che sta tenendo autorevolmente il timone della nostra nave.

A questo si aggiunga anche l’ottimo coordinamento a livello provinciale, dei diciotto comuni della nostra provincia, tenuto dal Presidente Michele de Pascale.

Nei momenti di emergenza e paura l’istinto di sopravvivenza ti spinge a ragionare in autonomia, a muoverti da solo, a pensare solo a te stesso. Noi invece abbiamo mantenuto fin dall’inizio grande calma e grazie ad un’opera di grande coordinamento sia a livello di Unione sia a livello provinciale, abbiamo messo in piedi con determinazione servizi e risposte di grande spessore e di lungo periodo su tutta la Provincia, su tutta l’Unione e quindi anche su S.Agata. Abbiamo fatto squadra e questo per il mio piccolo comune è stato molto importante, con tanti benefici per i cittadini santagatesi.

Quello che è avvenuto nella nostra Unione di Comuni, il grande impegno, la solidarietà e il coordinamento fra i sindaci e le amministrazioni, dovrebbe essere d’esempio agli stati nazionali della nostra Unione Europea, che dovrebbero mettere da parte gli egoismi e aprirsi ad una gestione comune e unitaria dell’emergenza.

Tanti cittadini e imprese si sono fatte avanti per contribuire ai bisogni, anche tante associazioni di volontari si sono messi in gioco con preziosi servizi di assistenza e protezione civile. Questo mi ha fatto veramente piacere, dimostrando ancora un volta un grande senso di comunità. A loro un grande ringraziamento di cuore.

Un pensiero particolare ogni giorno lo riservo al mondo della servizi all’infanzia e della scuola. Le strutture sono chiuse però so che il personale educativo e docente sta lavorando a distanza per mantenere il contatto con i bambini e gli studenti e portare a termine l’anno nel migliore dei modi. A tutti loro sono profondamente grato.

L’emergenza non è finita, per questo continuiamo quotidianamente a lavorare con metodo.

Aspettiamo ogni sera l’aggiornamento dei casi positivi al virus da parte dell’Ausl Romagna e del Presidente della Provincia e speriamo sempre che ci sia un miglioramento. A volte c’è a volte invece il numero riprende a salire. Al momento a S.Agata abbiamo due casi positivi, ma non abbassiamo la guardia.

Adesso siamo concentrati sull’emergenza sanitaria, sul salvare le vite prima di tutto, ed è giusto così. Però molto presto dovremo pensare anche all’economia che vuol dire comunque parlare di vite umane.

L’Italia era già molto indebitata e questo nuovo debito (assolutamente necessario in questo momento) peserà sulle future generazioni. Sono molto preoccupato. Da questa situazione ne usciremo cambiati, spero ci sia il modo di riprendere il cammino su una buona strada. Da S.Agata noi, nel nostro piccolo, ce la metteremo tutta.

(Enea Emiliani, sindaco di Sant’Agata sul Santerno)