Due sentimenti contrastanti, due lacci che mi tirano e dilaniano uno da una parte e uno da quella opposta: da un lato la grande paura di essere contagiato dal Coronavirus, con conseguenti obblighi da assolvere continuamente quali mascherine, guanti, lavaggi frequenti delle mani, distanze di ultrasicurezza e dall’altra la voglia di riprendermi le libertà di cui godevo fino a poche settimane fa, il bene più prezioso che mi è rimasto dopo la scomparsa, anni fa, dell’affetto dei miei cari. Quale prevale alla fine?

Difficile scegliere, anche perché l’incessante retorica dell’#iorestoacasa non è mai stata la mia filosofia di vita poiché impedisce di socializzare, di fare cose divertenti e al tempo stesso utili, che permettono di vivere meglio, andare al cinema, a teatro insieme, a fare sport, ad ascoltare musica dal vivo, di lavorare in gruppo scambiando idee. Poche sere fa in tv, altra condanna per me quasi inaccettabile dello stare troppo in casa, Massimo Cacciari lo ha detto alla sua maniera: “Restare in casa, alla lunga, fa schifo!”. La penso così, ma fuori c’è il Coronavirus che può comportare conseguenze gravi, fino alla morte di tanti, anziani adulti, giovani. Maledetto virus, capace di cambiare le nostre vite fino a farci anelare per fare una passeggiata fino al cassonetto dei rifiuti organici. Non è accettabile!!! Poi arriva il solito bollettino “di guerra” giornaliero con dati comunque sempre poco confortanti e riprende l’insidiosa paura che mi fa stare attento, chiuso, a volte persino diffidente verso gli altri e riprendere i riti ripetuti incessantemente dal “Grande fratello” televisivo che di questi tempi gongola grandi ascolti senza averne alcun merito, anzi.

Al mattino dopo, vedendo il sole fare capolino dalla finestra, mi prende insidiosa la voglia di uscire e fare ciò che mi pare senza limitare la libertà degli altri. Liberté, égalité, fraternité, sono le fondamenta sulle quali è nato il mondo occidentale e tutte e tre in questo periodo ci sono, in gran parte, precluse. Tante libertà ci sono state tolte ed è inutile rifare l’elenco, l’uguaglianza anche non c’è perché è diverso vivere in una grande casa con giardino e terrazzo piuttosto che stare in 50 mq in tanti senza vedere altro che quattro mura che ti circondano e la fratellanza è andata a farsi friggere, non possiamo nemmeno abbracciarci, per non parlare di baciarci, stringerci complicemente la mano, tutti gesti che fanno bene alla salute psichica, anche fisica. E invece, nel migliore dei casi, possiamo uscire solamente per lo stretto tempo necessario a fare il giro dei quattro cantoni: farmacia, generi alimentari, supermercati, ferramenta (ovviamente i più vicini a casa) come in un grande The Truman show, senza poter uscire dal set di questo film dell’horror che poi a ora di pranzo propone Tg e approfondimenti che approfondiscono solamente la mia paura perché mi pare che finora nemmeno gli esperti virologi maggiori abbiano capito come combattere il virus se non stando a casa il più possibile. E sprofondare nuovamente nello sconforto, quasi nella depressione. Si può fare qualcosa, trovare un compromesso accettabile, in questi tristi tempi che saranno purtroppo lunghetti senza stare a rifare gli stessi decreti ogni due settimane?

Penso di sì. Le istruzioni ormai le conosciamo a memoria, dunque rispettiamole. Mascherine e guanti stando a distanza di almeno, voglio esagerare, tre metri. Lasciateci la possibilità di fare un po’ di movimento, camminate veloci, corsette, giri in bici rigorosamente da soli con la mascherina (poi si può lavare e ormai quasi tutti ne abbiamo diverse) entro certi confini (comunali?) nulla di più, perché l’aria aperta e il movimento stimolano le endorfine e la serotonina, cosiddetti ormoni della felicità. Tutto ciò riduce il rischio di mortalità per tutti, maschi e femmine, magri o grassi, contribuisce a prevenire importanti malattie come il diabete di tipo 2, diminuisce il rischio d’infarto cardiaco e malattie cardiovascolari. tiene sotto controllo la pressione arteriosa e riduce il rischio d’ipertensione, riduce il rischio di sviluppare il tumore del colon, rende il corpo più armonioso e robusto, rafforza l’apparato muscolare e scheletrico, riduce il rischio di fratture e tanto altro ancora. Se no, a stare in casa, sprofondati sul divano con tante puntate verso il frigo, rischiamo di prenderci altre malattie, sicuramente la “poltronite acuta”.

Concludo con una nota polemica. Come mai i tabacchi possono restare aperti per distribuire stecche di sigarette a persone in fila con la mascherina e non possono fare altrettanto per elargire un piccolo piacere come un cappuccino o un caffè? Siamo proprio sicuri che le sigarette, il Coronavirus colpisce proprio i polmoni, facciano meglio di un cappuccino al giorno?

(Massimo Mongardi)