Imola. Venerdì scorso i medici di medicina generale di Imola sono stati tempestati di telefonate e mail a seguito di un alert system firmato dal direttore generale del’Asl, Dr. Rossi, che iniziava testualmente con le seguenti parole: “E’ iniziata la distribuzione a domicilio di una terapia contro il Coronavirus, che si è dimostrata molto efficace. E’ però importante che questi farmaci siano presi quanto più precocemente possibile”.

“Il messaggio che le persone hanno capito è che arriveranno alla loro casa degli addetti a portare dei farmaci efficaci per curare il coronavirus – scrivono i medici di famiglia -. Dopo aver ascoltato il messaggio molti si sono rivolti ai propri medici che, ignari della iniziativa della direzione, hanno cercato di spiegare come in realtà stanno le cose. I pazienti che hanno sintomi sospetti per infezione da Covid 19 devono telefonare al proprio medico che può attivare l’Unità Usca la quale andrà al domicilio del paziente per visitarlo ed iniziare una eventuale terapia farmacologica precoce se necessario e successivamente prenderlo in carico. Questa iniziativa ha creato confusione nella gente e disagio ai medici che hanno dovuto tamponare il caos generato da una comunicazione superficiale e incompleta. Da sottolineare ancora una volta che nessuno dei rappresentanti aziendali dei medici di medicina generale era stato preavvertito della iniziativa della direzione. Chiediamo che da oggi cambi la modalità dell’Azienda di rapportarsi con i medici di medicina generale che vengono informati delle decisioni della direzione solo dopo che queste vengono messe in atto, con effetti spiacevoli come in questa occasione”.

I firmatari
Cilio Rosa, Orlandi Laura, Pasotti Danilo, Conti Angelo: rappresentanti aziendali dei Mmg.
Merli Roberto, Gamberini Vittorio, Cerullo Angelina, Suzzi Violana, Lincei Lavinia, Malavolta Gabriella, Di Emidio Maurizio, Manara Francesca, Montefiori Michela, Taffache Sami, Fiorentini Delia, Severino Annamaria, Bertozzi Anna, Sgarzi Fabio,